Home Non solo Cani e Gatti Epidemia di agalassia in Sardegna, bestiame di azienda messo in quarantena

Epidemia di agalassia in Sardegna, bestiame di azienda messo in quarantena

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@Getty images

La provincia del Sud Sardegna è in apprensione per un brutto caso riguardante un focolaio di agalassia in alcuni capi di allevamento. E’ stato il servizio veterinario ats-assl di Sanluri a rendere noto per primo la cosa. E’ stato ora disposto il sequestro degli animali interessati dalla malattia. Il sindaco di Serramanna, Sergio Murgia, ha autorizzato il provvedimento in base al quale viene ora allestito un cordone sanitario nei confronti di una azienda situata in zona Su Cracchiri. Questo vuol dire che tutto il bestiame di proprietà della stessa azienda, almeno nei capi di allevamento nei quali si è riscontrata effettivamente questa sindrome, verranno posti in isolamento ed allontanati dagli animali sani. Inoltre non potranno essere portati all’esterno del perimetro dell’azienda attrezzi, mangime, foraggio ed altro materiale attraverso il quale si ritiene che la malattia possa proliferare. C’è anche l’obbligo per i proprietari di cospargere della calce viva sia dentro la struttura che attorno alle strade limitrofe. Questo allo scopo di arginare una possibile infezione. Lo stesso vale per il terreno di loro proprietà, che dovrà essere sottoposto a disinfestazione periodica.

Epidemia tra gli animali da allevamento, non è la prima volta

Durante la scorsa primavera in Sicilia c’era stato il case del carbonchio ematico. Un allarme che aveva messo gli allevatori in guardia dal rischio che i loro capi contraessero la sindrome, la quale comporta coagulazione incompleta del sague e setticemia. Ad essere colpiti da questa condizione sono prevalentemente ovini e bovini, ma anche caprini ed equini non ne sono immuni. A causare la malattia, che in alcune occasioni si è rivelata pericolosa anche per l’uomo, è il batterio Bacillus anthracis, le cui spore possono sopravvivere ed attecchire all’interno di un determinato ambiente anche per decenni.

Focolai si erano avuti in particolare nelle province di Catania, Palermo, Enna ed Agrigento. La Regione Sicilia proprio a marzo aveva preso la decisione di aumentare i controlli e non solo. Sottoporre a profilassi vaccinale gli animali a rischio è stata una delle soluzioni prese. Il tutto ha interessato 75 tra allevamenti ed aziende in 20 comuni della Sicilia. Sempre le vaccinazioni continuano a protrarsi anche in questo periodo e finiranno il prossimo 31 dicembre.

A.P.