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Quella luce non serve solo a cacciare: il segreto (inaspettato) delle rane pescatrici

Quella luce non serve solo a cacciare: il segreto (inaspettato) delle rane pescatrici. Una scoperta che ribalta tutto ciò che credevamo.

Rana pescatrice e la sua potente luce. (Foto Canva-Youtube.it)

Negli abissi, dove regna il buio totale, la rana pescatrice usa la sua ” lanterna luminosa” non solo per cacciare, quella luce, infatti, funziona anche come un segnale tra simili.

Come infatti, è molto più di una semplice esca, è un linguaggio fatto di luce, fondamentale per la sua vita sociale.

Il segreto inaspettato delle rane pescatrici: quella luce non serve solo a cacciare

Per anni abbiamo immaginato la luce della rana pescatrice, come una trappola perfetta per attirare prese ignare nel buio totale degli abissi.

Rana Pescatrice. (Foto Canva-YouTube.it)

Ed è vero, quel bagliore funziona benissimo per cacciare, però, uno studio pubblicato su Ichthyology & Herprtology ha scoperto qualcosa di straordinario, aprendo uno scenario diverso.

Quella lanterna potrebbe avere un ruolo ancora più importante, perché negli abissi, incontrarsi è rarissimo, gli spazi sono immensi e gli individui pochi.

In un ambiente così estremo, riuscire a trovare un partner diventa una sfida enorme e quella piccola luce è la soluzione per non restare soli nell’abisso.

Una guida luminosa in un oceano vuoto

Nelle femmine dei lofiformi, dalla testa sporge una sorta di filamento carnoso che termina con una parte luminosa, grazie a dei batteri capaci di produrre luce.

I maschi, invece, sono minuscoli, completamente diversi, non hanno questa lanterna. Vivono praticamente con un solo obiettivo, trovare una compagna.

Per farlo, si affidano a sensi molto sviluppati, come la capacità di percepire segnali chimici e anche debolissimi bagliori.

In questo contesto, la luce della femmina potrebbe funzionare come un punto di riferimento, quasi un segnale nel buio che indica la strada giusta in mezzo al nulla.

Un incontro che diventa per sempre

Quando, finalmente, il maschio riesce a trovare la femmina, succede qualcosa di davvero fuori dal comune.

Gli abissi dove puoi trovare le rane pescatrici. (Foto Canva-YouTube.it)

Si attacca al suo corpo con un morso e poco alla volta i due iniziano a fondersi, i tessuti si uniscono, fino ad arrivare a condividere persino il sistema circolatorio.

Da quel momento, il maschio perde la sua autonomia e conserva solo ciò che serve per la riproduzione diventando a tutti gli effetti una parte della femmina.

Quando arriva il momento, la femmina rilascia le uova nell’acqua e il maschio già attaccato a lei, le feconda immediatamente.

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In questo modo, tutto avviene nel momento giusto, senza il rischio di non portare a termine la riproduzione cosa che negli abissi sarebbe molto probabile vista la vastità e il buio totale.

Raffaella Lauretta

Sono una giornalista pubblicista, con una passione profonda per gli animali. Sono regolarmente iscritta all'Ordine dei Giornalisti. Scrivo articoli su problematiche di salute degli animali, curiosità e argomenti legati alla promozione dell'adozione responsabile degli animali domestici. Nel tempo libero amo fare volontariato nelle strutture e rifugi per animali meno fortunati.

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Raffaella Lauretta

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