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Tacchino brianzolo: specie rara ornamentale da cortile e giardino

Il tacchino brianzolo è tra gli animali ornamentali rari da cortile più richiesti per facilità di allevamento e indole. Scopriamo le caratteristiche.

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(Foto AdobeStock)

Negli ultimi tempi, la passione di abbellire il proprio spazio esterno che sia un cortile come un giardino, si è molto diffusa.

Come infatti, sono tante le persone che amano impreziosire il proprio spazio verde, con degli animali da cortile rari.

In questo articolo, vi descriveremo un esemplare molto particolare nella sua specie, si tratta del tacchino brianzolo, volatile di medie dimensioni, precoce e resistente alle malattie.

Vediamo, quali le principali caratteristiche, le origini, l’alimentazione e le malattie di questo volatile che appassiona diversi allevatori.

Caratteristiche del tacchino brianzolo

Il Brianzolo adulto raggiunge un peso di 6 kg nei maschi e di 3-4 kg nelle femmine.

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(Foto AdobeStock)

La colorazione più diffusa è quella grigio reticolato, ma sono comuni anche quelle nere, bronzate e bronzate ad ali bianche.

Dotato di una testa di media grandezza, occhi vivaci e grandi, becco corto e forte, di color corno.

Le caruncole della testa anziché rosse, sono di colore aranciato come nel tacchino belga Ronquieres, da cui discende.

Questo volatile, cresce molto velocemente, raggiungendo la maturità sessuale a circa 7 mesi, in entrambe i sessi.

La femmina risulta essere una buona chioccia, trova un luogo appartato dove fare il proprio nido e depone in tutto l’anno circa 100 uova, il periodo di incubazione è di 28 giorni.

Molto spesso, la femmina viene utilizzata anche per la cova delle uova di galline meno dedite a quest’operazione.

Origini e habitat del tacchino della Brianza

Il tacchino brianzolo è originario della Lombardia, è anche detto tacchino della Brianza.

Si presume possa discendere dal tacchino belga della regione Ronquieres, dal quale ha ereditato la conformazione esile e la diversità dei colori della livrea.

Piuttosto diffusi nel nord Italia, è generalmente presente negli allevamenti rurali.

Il tacchino brianzolo ama pascolare e perciò predilige spazi aperti e rurali, dove poter procurarsi il cibo in tutta libertà.

È in grado di condividere con altre specie gli spazi in allevamenti rurali.

Inoltre, essendo predisposto alla cova, viene spesso utilizzato anche per la cova di altri animali meno predisposti come nel caso di alcune galline.

Alimentazione del tacchino brianzolo

Il tacchino predilige un’alimentazione basata su: vermicelli, piccoli insetti, legumi e sementi proteiche.

Nel caso in cui il terreno in cui vive, dovesse essere particolarmente arido o scarso di proteine, sarà necessario integrare il suo mangime.

Malattie

Rispetto a tutte le altre razze, il tacchino brianzolo è piuttosto resistente alle malattie più comuni. Naturalmente, sempre se è tenuto in buone condizioni di salute e pulizia.

La scarsa igiene rende facile la proliferazione di numerosi batteri con conseguenti infezioni pericolose per l’animale.

Tuttavia, come tutti gli animali, può essere vittima di malattie infettive, respiratorie e articolari.

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Malattie comuni nei tacchini

Come tutti i volatili da cortile, anche i tacchini sono spesso colpiti da patologie.

Elenco delle principali malattie dei tacchini:

  • rinite infettiva – micoplasmosi respiratoria;
  • tubercolosi;
  • vermi;
  • vaiolo;
  • gistomonoz;
  • rogna o scabbia;
  • pododermatite.

Queste sono tutte malattie che con una buona condizione di vita e cure quotidiane, possono essere prevenute.

Per alcune di esse, invece, esiste un vaccino preventivo che si può prevedere entro le 6 settimane di vita.