DIAGNOSI
La diagnosi, prosegue il vicepresidente dell’Anmvi “consiste dunque in una visita accurata, per escludere problemi organici che potrebbero influire sul comportamento. Dopodiché si può fare una diagnosi di disturbo comportamentale, che può essere uno stato di ansia, una fobia, una depressione, un’aggressività da ansia”.
Infatti, molte patologie di questo tipo possono colpire molti animali giunti dalla campagna e vissuti in un canile: “A Roma reagiscono con attacchi di panico e una paura esagerata rispetto a rumori, traffico, altri animali. Ci sono poi cani fobici, cani competitivi e cani iperattivi”, sottolinea il veterinario.
A volte, questo disturbo comportamentale si può ripercuotere nella vita in famiglia e molte aggressioni si verificano a casa, tanto che ricorda il veterinario è importante ponderare bene la scelta dell’animale e prendere le dovute precauzioni per evitare aggressioni che derivano da uno stato di malessere del cane, come anche da esemplari tolti troppo presto dalla madre.
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