Dopo il lutto una nuova luce di speranza: il cane Theo arriva nella vita del padrone dopo 3 giorni dalla morte del suo quattro zampe Leleco.

Quando chi si ama muore, resta nel cuore di chi lo ha amato e quando un altro si affaccia nella vita di chi ha subito il lutto ci vuole del tempo fisiologico per accettarlo. Ed è quello che è accaduto quando il cane Theo arriva nella vita del padrone dopo appena tre giorni dalla morte del suo precedente Fido. Ma lo ha fatto con una dolcezza e una delicatezza tali che il suo ingresso non ha affatto infastidito il padrone, anzi lo ha aiutato nel conforto per la sua perdita, dandogli nuove speranze.
Cane arriva nella vita del padrone dopo tre giorni dal lutto: un ingresso in punta di piedi
Non voleva sostituire nessuno, tanto meno il cane Leleco che era andato via appena tre giorni prima, lasciando un vuoto incolmabile nella vita del suo giovane padrone, ma Theo ha saputo farsi apprezzare prima per la sua discrezione e poi per l’amore che era desideroso di donare a quell’uomo che stava soffrendo.

Quando muore un cane o un gatto vi sono già diritti negati per chi soffre un lutto grave, ma almeno sembra sia consentito avere il diritto di soffrire per la perdita. In questo caso il padrone di Leleco non aveva alcuna voglia di far entrare un altro Fido nella sua vita, perché sentiva che la sua senza Leleco non avrebbe avuto più senso.
Quanto aspettare per un nuovo cane dopo la morte del precedente? Nessuno può dirlo, è una scelta soggettiva. Fatto sta che l’uomo non aveva più speranze ed era convinto di non riuscire ad ‘innamorarsi’ più di nessun cane, tanto meno dopo pochissimi giorni. E invece, inaspettatamente, Theo fa ingresso nella sua esistenza e si pone al suo fianco, letteralmente, per fargli compagnia e offrirgli il suo silenzioso appoggio anche mentre il suo umano si lasciava andare a un pianto di disperazione per la perdita di Leleco.
Cane arriva nella vita del padrone dopo tre giorni dal lutto: voglia di routine
Gli sono bastati tre giorni, solo tre giorni, per capire che la sua voglia di routine con un nuovo animale da amare era quello di cui aveva bisogno. Insieme all’assenza del Fido che non c’è più convive quindi quella sensazione di mancanza di abitudine, di regolarità, di quelle azioni che troppo spesso diamo per scontate ma che ormai fanno parte di noi.

Inconsapevolmente aveva voglia di instaurare un nuovo legame, una relazione di presenza e appartenenza, che non voleva ‘sostituire’ quella che si era creata con Leleco, bensì voleva confortarlo in quel momento di disperazione e smarrimento. E Theo sembra essere la presenza migliore in quel momento: discreto, silenzioso e soprattutto comprensivo, attende che sia il suo nuovo padrone ad accoglierlo nella sua vita senza forzature.
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Lui era lì, anche fisicamente accanto a lui, per aiutarlo: che sia stato lo stesso Leleco a mandarlo? Non si può dire con certezza, ma di sicuro aveva saputo adattarsi alla situazione del lutto in tempi record. Oggi il dolore dell’uomo si è trasformato in nostalgia, in ricordo, in saudade, ma ha fatto spazio ad un nuovo legame, ad una nuova vita che non cancella il passato ma spiana una strada più serena verso il futuro.