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Natale: attenzione all’uva e uvetta sultanina

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bocconcino-pixabay

Nel periodo di Natale si sa le case si riempono di delizie tra pandori, panettoni, cioccolatini e tutte le prelibatezze offerte dalla stagione. L’incanto delle tavole bandite, le cene e i pranzi dai quali molto spesso ci sono molti avanzi.

Anche se sembra scontato ribadirlo, ma per i nostri pelosi, spesso e volentieri il cibo umano nasconde dei veri e propri pericoli, con rischi di intossicazioni alimentari che possono trasformarsi anche in gravi patologie nei cani (clicca qui). Ma anche i gatti non sono immuni a questi rischi.

In questa lista e in vista del Natale, l’uvetta e l’uva possono essere particolarmente indigesti. In realtà quello che procura problemi all’animale è un sottoprodotto dell’uva/uvetta e in caso sia ingerito in grandi quantitativi può provocare anche effetti come l’insufficienza renale.

Il quantitativo che può diventare pericoloso è equivalente di 1 acino ogni due chili. Per cui basterebbero 10 acini per un cane di 20 kg per esservi il rischio di tossicità. Per l‘uvetta sultanina invece il rischio tossico insorge a partire di 3 uvette ogni 2 kg, per cui per un cane di 20 kg il pericolo è a partire di 30 uvette.

I segnali d’intossicazione sono sopratutto gastrointestinali, inappetenza, vomito e diarrea e si manifestano dalle alle 24ore dopo l’assunzione. Viene suggerito ovviamente di portare l’animale dal veterinario il prima possibile per evitare problemi renali che possono diventare anche letali. Come primo trattamento, sicuramente il carbone attivo, aiuterà all’assorbimento dell’alimento tossico.

In base al livello d’intossicazione, il veterinario potrebbe ricoverare il cane per tenerlo sotto osservazione e applicare un trattamento mirato alla funzionalità renali.