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Nuova ricerca svela che il cane ha una memoria simile a quella umana

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Uno studio straordinario, pubblicato il 23 novembre sulla rivista scientifica Current Biology, condotto da un gruppo di ricercatori dell’università di Budapest, in Ungheria, svela una nuova prospettiva sulla memoria dei cani.

I ricercatori hanno osservato 17 cani ai quali è stato insegnato “fai come me” corrispondente ad all’azione di un uomo in diverse situazioni come ad esempio quando tocca una sedia e poi ci si siede sopra. I cani hanno così imparato ad imitare quel gesto che hanno poi imitato dopo il comando “fallo”.

Nei diversi esperimenti condotti, i ricercatori hanno notato che i cani erano in grado di ricordare le azioni dell’uomo e venivano testati su quello che avevano osservato anche a distanza di un’ora.

Dai risultati, è emerso che i cani hanno una memoria episodica quella a lungo termine, legata alla consapevolezza di sé e che fino ad oggi era stata solo riscontrata negli esseri umani e nei primati.

La memoria episodica permette di ricordare eventi passati specifici anche se non sono particolarmente importanti. Lo studio ha pertanto dimostrato che il cane si ricorda di quello che vede e di quello che fa una persona anche quando non gli era stato insegnato a rispondere al comando.

In un test ai cani è stato insegnato a sdraiarsi imitando una persona. Dopo diversi tentativi gli esemplari coinvolti hanno imparato a sdraiarsi correttamente. Quando in un’occasione i ricercatori hanno ordinato loro “fallo” i cani senza aver imparato il comando collegato a quell’azione hanno imitato l’uomo anche a distanza di un’ora da quello che avevano visto fare.

I ricercatori hanno dimostrato con certezza scientifica che i cani hanno una memoria episodica ma non è stato ancora creato il nesso se riescono a ricordare interazioni più complesse con l’uomo. Questo tuttavia si rivela essere uno spunto per approfondire il funzionamento della memoria episodica negli altri animali  e soprattutto aiuterebbe a spiegare perché si sono evoluti vivendo a contatto con gli umani.

Una scoperta rivoluzionare che sicuramente avrà un seguito e potrà forse portare ad un passo ulteriore nel riconoscimento dei diritti degli animali, passando da quelli di “esseri senzienti” ad “esseri che hanno una coscienza“.

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