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Avvelenamento da aflatossine nel cavallo: causa, sintomi e cura

Avvelenamento da aflatossine nel cavallo, un fungo che può mettere a rischi la vita del tuo animale. vediamo quali le cause, i sintomi e il trattamento.

cavallo
(Foto Pixabay)

L’avvelenamento da aflatossine nel cavallo, colpisce principalmente il fegato dell’animale e va a determinare problemi con la coagulazione del sangue, la sintesi proteica e il metabolismo dei grassi.

È possibile evitare tutto ciò, cercando di avere cura e attenzione verso l’alimentazione del cavallo o meglio ispezionando il mangime prima di somministrarlo o meglio ancora conservalo in modo adeguato da non poter generare muffe all’interno.

Vediamo quindi qual è la causa, i sintomi e il trattamento per l’avvelenamento da aflatossine nel cavallo.

Causa dell’avvelenamento da aflatossine nel cavallo

La causa che determina l’avvelenamento da aflatossine nel cavallo è l’ingestione di cibo contaminato da aflatossine. 

Il cavallo si sdraia per dormire
(Foto Pixabay)

Queste tossine possono essere presenti sia nei cereali che nei foraggi.

Cosa sono le aflatossine? Sono sostanze chimiche, prodotte da un tipo di fungo chiamato Aspergillus flavus che cresce in condizioni umide, in particolare nel fieno, nella vegetazione, nelle colture, nei cereali e nel suolo.

Sintomi

I sintomi che si possono osservare in caso di avvelenamento da aflatossine nel cavallo, possono essere i seguenti:

  • anemia;
  • anoressia;
  • atassia (perdita di coordinazione);
  • convulsioni;
  • diarrea;
  • dolore addominale (coliche);
  • febbre;
  • feci sanguinolente;
  • formazione di ematomi sottocutanei;
  • grave depressione;
  • ingiallimento delle mucose (ittero);
  • ittero;
  • pelo ruvido;
  • perdita di peso;
  • sanguinamento dal naso;
  • spasmi muscolari;
  • morte nel cavallo.

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Diagnosi e trattamento dell’avvelenamento da aflatossine nel cavallo

Per poter effettuare una diagnosi di avvelenamento da aflatossine nel cavallo, il veterinario dovrà per forza di cose intervenire con l’analisi del sangue dell’animale, in quanto i segnali non sono precisi bensì molto simili ad altre patologie allo stesso modo gravi.

Mentre con le analisi del sangue del cavallo si potranno osservare cambiamenti anormali non specifici e soprattutto gli enzimi epatici elevati.

Quello che purtroppo non è possibile fare è un prelievo dei campioni che possano stabilire l’avvelenamento e determinare anche la causa specifica.

Ciò che invece è importante fare è ottenere una diagnosi tramite il campionamento di ciò che l’animale ha ingerito.

Stabilita la diagnosi, è possibile procedere con il trattamento per cercare di salvare il cavallo. Naturalmente individuando come prima cosa la fonte dell’aflatossina, per poi rimuoverla, in modo che il cavallo non possa più ingerirla.

Purtroppo un vero e proprio trattamento specifico non esiste ma si può intervenire somministrando al cavallo, il carbone attivo.

Il carbone attivo, agisce assorbendo le tossine e permettendo loro di passare attraverso il sistema, senza che il corpo le assorba.

Un altro intervento utile per la guarigione dell’animale consiste nella somministrazione di una dieta del cavallo  povera di grassi che sia facilmente digeribile, insieme all’integrazione vitaminica.

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Raffaella Lauretta