Home Cronaca Allevatori ‘truffati’: “Quel toro fa cilecca”. La sentenza 30 anni dopo

Allevatori ‘truffati’: “Quel toro fa cilecca”. La sentenza 30 anni dopo

CONDIVIDI
(Pixabay)

Al centro di una vicenda bizzarra, durata addirittura trent’anni, sicuramente questo toro, animale da monta, non pensava certo di trovarsi. Infatti, l’animale da monta non riuscì mai a ingravidare la mandria di bufale, 63 animali, compito per il quale era stato acquistato. Così l’azienda che aveva comprato quel toro fece causa. I fatti risalgono al marzo del 1989. Siamo a Capaccio: l’azienda Polito, ai tempi gestita da Vito Polito, acquistò dalla Società agricola e forestale – azienda Improsta un toro.

Polito padre venne convinto nell’acquisto soprattutto dalle caratteristiche della madre del toro,  Apocalisse, che aveva una buona carriera produttiva nella produzione di latte. Effettivamente, la new entry si diede da fare, ma dopo qualche tempo le bufale non erano ancora gravide. La vicenda finì così in tribunale e ad agosto di quest’anno è arrivata la sentenza d’appello.

Il toro “non era affetto da impotentia coeundi, tant’è che si accoppiò regolarmente con le bufale, ma da impotentia generandi, che gli impedì di ingravidare”, hanno spiegato i giudici. I figli di Vito Polito, Gianfranco e Giuseppe, seguiti dallo studio legale degli avvocati Franco e Arnaldo Miglino, l’hanno dunque spuntata (sempre che la Cassazione non ribalti tutto). In tutto questo, il toro in questione ovviamente non c’è più: l’età media dell’animale oscilla tra i 18 e 22 anni. Troppo poco per la lentezza della giustizia italiana.

Storie di tori in fuga

Talvolta, i tori seminano il panico quando riescono a scappare. E’ accaduto a Pedaso, nel fermano, dove un grosso toro è scappato dal mattatoio, ferendo anche uno degli addetti che cercava di bloccarlo. La fuga del bovino è durata qualche ora, finché i militari dell’Arma dei Carabinieri non lo hanno trovato per strada e ucciso. L’addetto ferito è stato portato al Pronto soccorso di Fermo per essere medicato. Intanto, al mattatoio sono giunti i veterinari dell’Asur e alcune pattuglie di carabinieri. Il personale medico ha constatato che l’animale era fuori controllo e che non restava altra soluzione che quella di abbatterlo.

A metà aprile di quest’anno, i pendolari che attendevano l’autobus alla fermata Cotral di Saxa Rubra a Roma si sono visti interrompere la monotonia della loro quotidianità dall’irrompere sulla scena di un toro. L’animale vagava libero per le strade ed è stato ripreso da numerosi presenti esterrefatti dalla sua presenza. Il toro in particolare ha bazzicato nei pressi del capolinea degli autobus extraurbani, ma a stupire è stata la mansuetudine da lui mostrata, come se tutto ciò che lo circondasse non gli arrecasse disturbo.

 

GM