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Uccisione animali: fossa comune di cani nel Trapanese, turisti scioccati

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Fossa comune cani a Marsala

Ragazzi in gita scoprono una fossa comune di cani nel Trapanese

L’Isola Lunga a Marsala è una delle più grandi isole della Riserva naturale dello Stagnone, nel Trapanese, in Sicilia. Una meta turistica dove transitano migliaia di persone ogni anno, durante la stagione estiva.

Ed è propria dopo un’escursione che un gruppo di ragazzi in gita ha fatto una scoperta agghiacciante, imbattendosi in una fossa comune per cani. Resti di cani e scheletri ovunque. A pochi metri di distanza, un pozzo abbandonato, dove c’era una cagnolina ancora viva. L’esemplare era denutrita e ricoperta di parassiti.

“La cagnetta era rannicchiata e rassegnata alla morte”. Hanno dichiarato i giovani che hanno fotografato e soccorso il povero esemplare.

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Tahiti, la cagnolina ritrovata nella fossa comune

La cagnolina ha emesso un flebile guaito, segnalando in tal modo la sua presenza ai ragazzi che stavano cercando un po’ d’ombra dove ripararsi dal caldo. Dopo aver notato la cagnolina, i giovani hanno poi scoperto la fossa comune, piena di scheletri di cani.

I ragazzi hanno così recuperato l’esemplare per affidarla al veterinario Marcello Ritondo e denunciare il ritrovamento alle autorità.

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L’esemplare è stata chiamata Tahiti. Come riporta il corriere.it una dipendente dell’ambulatorio veterinario, Cristina Sorrentino, ha spiegato che i ragazzi “l’hanno trovata in un fosso chiuso, con delle stecche sopra, non poteva uscire”.

Era stata portata in quel luogo, abbandonata e condannata ad una morte lenta, dolorosa.

Secondo le indiscrezioni, è stato ipotizzato che quel luogo sia utilizzato da persone, come anche cacciatori che abbandonano i loro animali, ormai diventati anziani e inutili. Purtroppo, si tratta di una pratica crudele piuttosto diffuso un po’ in tutto il mondo, da Nord a Sud.

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“Non abbiamo registrato casi simili nel territorio fino a ora, questo è il primo”, ha dichiarato Giorgio Lo Fria, delegato della Protezione animali a Marsala.
Di sicuro, dopo questo ritrovamento, si auspica da parte della autorità un maggior monitoraggio del territorio. L’ideale sarebbe politiche di prevenzione, mirate alla tutela degli animali. Come campagne di microchip e di sterilizzazioni, nonché accendere i riflettori su individui e categorie di persone propense a queste crudeltà.

La piccola Tahiti a distanza di tre giorni dal suo ricovero sta lentamente migliorando. L’esemplare che ha circa 8-9 anni avrebbe partorito più volte. Per fortuna, molte persone sono rimaste colpite dalla sua storia e sarebbero già arrivate diverse richieste di adozioni.

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C.D.