Alcuni animali si fingono morti: il motivo dietro questo particolare comportamento

Alcuni animali si fingono morti: la “tanatosi” come tattica di molte specie per la sopravvivenza contro i predatori.

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Alcuni animali si fingono morti per sopravvivere ai predatori. (Foto Canva-Amoreaquattrozampe.it)

In natura, non sempre vince il più forte, né quello che scappa più veloce. A volte, la strategia più efficace è restare completamente immobili.

Questo comportamento si chiama tanatosi ed è il nome della strategia di quando alcuni animali si fingono morti per salvarsi la vita. Scopri cosa succede nel corpo di questi animali quando attivano questa risposta.

Alcuni animali si fingono morti: cos’è la tanatosi

La parola tanatosi viene dal greco “thanatos” che significa “morte”, e indica un comportamento molto particolare.

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Opossum: il più bravo a fingersi morto. (Foto Canva-Amoreaquattrozampe.it)

L’animale entra in uno stato di immobilità totale e rigido che può durare anche diversi minuti. Questo comportamento, non deve essere confuso con il classico “restare fermi per non farsi notare”.

Con la tanatosi, invece, è diverso il predatore lo ha già visto. Ecco perché l’unica mossa da giocarsi è quella di fingersi morto per rendersi poco interessante al predatore.

Come avviene la tanatosi e cosa succede nel corpo di questi animali

Quando un animale entra in tanatosi, nel suo corpo succede davvero qualcosa di intenso.

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Serpenti che si fingono morti. (Foto Canva-Amoreaquattrozampe.it)

Anche se all’esterno sembra immobile e senza vita, dentro è tutt’altro che spento. Il battito rallenta bruscamente, il respiro diventa appena percettibile e anche la pressione sanguigna scende.

In alcuni casi, si abbassa persino la temperatura corporea. Il risultato? Un corpo rigido, fermo che dà davvero l’impressione di non essere più vivo.

Per rendere il tutto ancor più credibile, alcune specie aggiungono dettagli molto efficaci, come ad esempio:

  • perdono il controllo di feci e urina;
  • rilasciano sostanze dall’odore sgradevole, simili a quello della decomposizione;
  • lasciano gli occhi aperti, ma spenti con uno sguardo fisso che non reagisce alla luce.

Eppure, nonostante questo aspetto “spento” il cervello è tutt’altro che inattivo. Anzi, resta in allerta pronto a cogliere ogni minimo segnale, basta un attimo che il predatore si distrae o si allontana e l’animale “torna in vita” e scappa via.

Quali sono le specie più brave: maestri della finta morte

Quando si parla di tanatosi, è impossibile non pensare subito all’opossum della Virginia, maestro indiscusso.

La sua messa in scena, è così incredibile che sembra davvero senza vita. L’animale resta immobile, con la bava alla bocca e un odore tutt’altro che invitante.

Non a caso, da lui nasce anche le espressioni inglese “playing possum”, usata proprio per indicare chi finge. Ma non è l’unico attore di talento, anche la biscia dal collare, sa il fatto suo.

Questo rettile si capovolge, resta a pancia in su, apre la bocca con la lingua penzolante, in certi casi, arriva persino a far uscire piccole gocce di sangue dagli occhi.

Una scena un po’ inquietante, ma estremamente efficace per scoraggiare chi la vorrebbe mangiare. E poi ci sono esempi ancora più particolari che dimostrano quanto questa strategia sia diffusa.

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Ad esempio:

  • il ragno dei vivai: il maschio durante il corteggiamento si finge morto per non finire divorato dalla femmina;
  • il rospo africano (pyxicephaluss adspersus): può restare immobile per ore, al punto da sembrare una semplice pietra.

Insomma, la tanatosi è una strategia vera e propria, affinata nel tempo in modi diversi a seconda dell’animale. Un piccolo “trucco” della natura che in molti casi, vale più della forza o della velocità.