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Come si chiamano i baffi del gatto: cosa occorre sapere

Come si chiamano i baffi del gatto? Scopriamo come sono definiti e che ruolo svolgono per il nostro affascinante peloso.

Come si chiamano i baffi del gatto
(Foto Pixabay)

Amiamo il gatto per molte qualità caratteriali ma anche per il suo aspetto. Il suo adorabile visino con le piccole orecchie, gli occhioni luminosi, il nasino e quei lunghi baffi che lo rendono un animale irresistibile per noi. Quando lo si guarda a lungo, capita che ci si accorga di alcuni dettagli curiosi e che si desideri sapere di più su di essi. Ad esempio, come si chiamano i baffi del gatto? Scopriamolo insieme qui nell’articolo.

Come si chiamano i baffi del gatto

Sono la particolarità del suo musetto e lo rendono inconfondibile. I baffi del gatto, così lunghi e spessi, hanno una funzione fondamentale. In realtà, il micio ne possiede molti e non soltanto sul suo viso. Leggiamo meglio più avanti.

I baffi del micio
(Foto Pexels)

Una delle caratteristiche più belle e curiose del felino sono i suoi baffi. Non riusciamo proprio a immaginare questa affascinante creatura, così misteriosa e indipendente, vivere senza quei baffi doppi che lo rendono così simpatico.

Conosciuti con il nome vibrisse, non sono peli normali ma veri e propri baffi, i suoi organi tattili più sensibili e utili, poiché lo aiutano a orientarsi nel buio della notte, a percepire eventuali ostacoli e a capire gli spazi angusti.

L’amico peloso possiede molti baffi con nomi e funzioni diverse in tutto il corpo. I baffi servono al micio per ricevere più impulsi dall’ambiente che lo circonda. Vediamo di capire meglio qui di seguito.

Le vibrisse sono 12 per ogni lato del muso e sono disposte su quattro file orizzontali. Ecco quali sono:

  • Baffi mandibolari: si trovano ai lati del naso e servono al felino per misurare lo spazio intorno a sé e sono tutti simmetrici.
  • Baffi sopraccigliari: si trovano, appunto, attorno alle sopracciglia e proteggono gli occhi e rilevano ogni movimento intorno a lui. Battendo le ciglia, il peloso non si ferisce.
  • Baffi delle guance: questi servono all’animale a proteggersi da ferite e danni mentre esplora curioso nell’erba alta o tra i cespugli; anche i baffi delle guance attivano il battito di ciglia indispensabile per i suoi occhi.
  • Baffi carpali: si trovano sulle sue zampe anteriori e permettono al gatto di avvertire la presenza di una preda nei paraggi, quando sente il bisogno di cacciare. Una volta ricevuto l’impulso, micio può balzarle addosso e farla sua.

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Il felino e i suoi baffi: come funzionano

Abbiamo visto come vengono indicati i vari baffi del felino e dobbiamo sapere che questi possono essere importantissimi per la sua sopravvivenza e per far capire al suo padrone come si sente. Leggiamo nello specifico.

Il micio e i suoi baffi
(Foto Unsplash)

I baffi, quindi, sono organi sensoriali del gatto grazie ai quali può avvertire gli spostamenti anche in zone più lontane dal luogo in cui si trova lui. Micio così può sentire” la presenza di prede o di un pericolo nelle vicinanze.

Grazie ai baffi, il felino può intuire le dimensioni e la posizione di animali o persone nell’ambiente che lo circonda. Ed è possibile anche capire in che condizioni è il proprio peloso, insieme al linguaggio del suo corpo.

Se il micio, ad esempio, è rilassato e sereno i suoi baffi tenderanno ad aprirsi ai lati del viso. Se il gatto ha paura e si sente minacciato, invece, i baffi saranno piatti sul musetto.

Anche se il gattino è molto curioso possono cambiare posizione: i baffi saranno portati in avanti per cacciare meglio o esplorare una zona sconosciuta.

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Ilaria G