Si chiama “guga hunt” ed è una tradizione scozzese che va contro ogni moralità. Un rituale medievale che sfida la legge.

Su una minuscola isola decine di “pulcini di sula” vengono sterminati prima ancora di lasciare il nido.
Da sempre, numerose organizzazioni stanno facendo sentire la loro voce per ottenere il divieto totale di questa crudele pratica.
Si chiama guga hunt ed è una tradizione scozzese che va contro ogni moralità contemporanea. Scopri di cosa si tratta, da dove nasce e quali sono le proteste in atto.
Si chiama guga hunt ed è una tradizione scozzese: in cosa consiste
In Scozia, diverse associazioni si stanno battendo per mettere fine alla guga hunt una tradizione antica che ogni agosto porta all’uccisione di centinaia di pulcini di sule su un’isola disabitata.
La caccia ripresa nel 2025 dopo una pausa dovuta all’influenza aviaria continua a far discutere creando divisioni tra chi vuole preservare la cultura locale e chi ne critica l’impatto sugli animali.
Questa pratica, affonda le sue radici almeno nel XV secolo ed è da sempre parte dell’identità della comunità di Ness, sull’isola di Lewis nelle Ebridi esterne.
Un tempo rappresentava una risorsa alimentare fondamentale per popolazioni isolate che vivevano del mare mentre oggi con condizioni di vita completamente cambiate la faccia non è più necessaria.
Per questo motivo, la guga hunt resta al centro di un dibattito tra difesa della tradizione e tutela del benessere animale.
Chi coinvolge questa pratica
La tradizione coinvolge i pulcini di sula grandi uccelli marini dal piumaggio bianco e dalla testa giallastra che nidificano sulle scogliere dell’isola.
I piccoli chiamati localmente “guga” (per i loro versi nel nido), vengono catturati prima di poter volare e poi uccisi per essere mangiati.
Come avviene la guga hunt
Sull’isola, i Men of Ness (così vengono chiamati i cacciatori) si muovono sulle scogliere con le loro lunghe aste, pronte a recuperare i pulcini.

Quando afferrano un piccolo guga, lo passano rapidamente a un compagno che lo colpisce con un bastone o un sasso cercando di farlo finire tutto in un attimo.
Dicono che sia veloce e senza dolore un gesto che per loro fa parte della tradizione, ma chi per chi osserva sembra brutale e spietato.
Licenze, proteste e dibattito
La guga hunt è autorizzata ogni anno da NatureScot e riconosciuta come pratica culturale storica, ma viene regolata con quote per proteggere le sule di Sula Sgeir.

Dopo la pausa tra il 2022 e il 2024, a causa dell’influenza aviaria lo scorso anno è stato consentito di catturare fino a 500 pulcini, molto meno rispetto al passato.
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Nonostante, le garanzie su un abbattimento rapido, le associazioni ambientaliste animaliste, continuano a criticare la caccia, sostenendo che sia crudele e non più necessaria.
La questione al centro di proteste, petizioni e dibattiti, mette in luce il conflitto tra tradizione, tutela degli animali e conservazione della natura.