Il segreto dei piccioni viaggiatori: la loro incredibile abilità di ritrovare la strada di casa, anche da centinaia di chilometri di distanza.

Per millenni, i piccioni viaggiatori hanno sfidato distanze proibitive per consegnare messaggi di vitale importanza, agendo come un vero e proprio GPS biologico.
Ma come riescono a orientarsi con precisione millimetrica su territori sconosciuti? Scopri il segreto dei piccioni viaggiatori. Cosa si nasconde dietro questi straordinari navigatori del cielo.
Il segreto dei piccioni viaggiatori
L’uso dei piccioni viaggiatori, non è affatto recente, la loro storia risale a più di 3000 anni fa.

Già civiltà antiche, come gli Egizi e i Persiani avevano notato qualcosa di sorprendente in questi uccelli, ovvero che i piccioni anche se venivano portati molto lontano, riuscivano sempre a ritrovare la strada per tornare al loro nido.
Per chi viveva in quell’epoca, doveva sembrare quasi una magia. Con il tempo poi, questa capacità iniziò a essere sfruttata in modo più organizzato.
I Greci e i Romani, capirono che i piccioni potevano diventare messaggeri velocissimi e affidabili.
Come infatti, vennero usati ad esempio per annunciare i vincitori delle Olimpiadi o per inviare informazioni durante le campagne militari.
In un periodo in cui i messaggi viaggiavano solo a piedi o a cavallo, avere un messaggero del cielo era un enorme vantaggio.
Come funzionava il sistema
I piccioni venivano allevati in una determinata colombaia, cioè nel luogo che avrebbero considerato poi casa.

Poi venivano messi in gabbia e trasportati lontano, anche a centinaia di chilometri di distanza.
Quando qualcuno aveva bisogno di inviare un messaggio, bastava legarlo a una delle zampe e poi lasciare libero l’uccello.
A quel punto, il piccione prendeva il volo e guidato dal suo incredibile senso dell’orientamento faceva ritorno alla sua colombaia.
Questo comportamento, chiamato istinto di ritorno o “homing” li spinge a riconosce il proprio nido come punto di riferimento e a fare di tutto per raggiungerlo.
Ma c’era per un piccolo dettaglio importante la comunicazione funzionava in una sola direzione. Il piccione, tornava sempre alla sua casa non al luogo da cui era stato liberato.
Questo significa che se una città voleva ricevere una notizia da un esercito, i soldati dovevano partire portando con sé dei piccioni cresciuti proprio in quella città. Solo così, una volta liberati avrebbero fatto ritorno nel punto giusto.
Gli studi sul segreto dei piccioni viaggiatori
I piccioni viaggiatori riescono a ritrovare la strada di casa grazie a un sistema di orientamento molto complesso.
Gli scienziati parlano di un sistema “multisensore”, poiché questi uccelli usano diversi segnali dell’ambiente per orientarsi.
Una delle loro abilità è percepire il campo magnetico terrestre, grazie a minuscoli cristalli presenti nel loro corpo che funzionano come una sorta di bussola naturale.
Quando il cielo è sereno utilizzano anche la posizione del sole, compensando il suo movimento grazie a un preciso orologio biologico interno.
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Inoltre, possiedono un olfatto molto sviluppato che permette loro di creare vere e proprie mappe degli odori del territorio.
Alcuni studi, suggeriscono persino che riescono a percepire gli infrasuoni prodotti da oceani e movimenti della Terra. Tutti questi elementi insieme, li aiutano a tornare con straordinaria precisione al loro nido.