La “noce di mare” invade la laguna di Venezia: perché è una delle specie più pericolose al mondo

La “noce di mare” invade la laguna di Venezia: scatta l’allerta per l’ecosistema marino. Perché questa specie è un pericolo.

noce di mare
Noce di mare: invade la laguna di Venezia. (Foto Canva-YouTube.it)

La “noce di mare” invade la laguna di Venezia nelle ultime settimane, mettendo in difficoltà un ecosistema già molto delicato.

Mnemiopsis leidyi, conosciuta come “noce di mare”, nonostante il nome rassicurante e l’aspetto fragile, è tutt’altro che innocua. Scopriamo questa specie quanto è pericolosa per l’ambiente e se lo è anche per l’uomo.

La “noce di mare” invade la laguna di Venezia

La noce di mare che sta invadendo la laguna di Venezia, non è una medusa comune, ma una specie aliena estremamente vorace.

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Noce di mare, non una medusa. (Foto Canva-YouTube.it)

Senza un attento monitoraggio, l’equilibrio della laguna e la pesca tradizionale rischiano di essere compromessi per sempre.

Ciò accade, perché si nutre senza sosta di placton, uova e larve di pesce, cioè proprio di ciò che permette alla vita marina di crescere e di rinnovarsi.

Quando queste risorse inizieranno a scarseggiare il problema non resterà isolato, perché meno cibo oggi, significa meno pesci domani.

È così che l’intero equilibrio della laguna inizia a vacillare con ripercussioni evidenti sulla biodiversità e sul lavoro di chi vive di pesca.

Senza controlli costanti, interventi mirati, il rischio concreto è che questo cambiamento diventi permanente, mettendo in difficoltà un patrimonio naturale e culturale che da secoli caratterizza Venezia.

Cos’è esattamente la noce di mare

La mnemiopsis leidyi, meglio conosciuta come noce di mare, è considerata una delle specie invasive più pericolose a livello globale.

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La noce di mare non è pericolosa per l’uomo. (Foto Canva-YouTube.it)

A un primo sguardo, può ricordare una medusa, ma in realtà si tratta di un ctenoforo, ovvero un organismo gelatinoso e trasparente che si muove grazie a minuscole ciglia disposte lungo il corpo, una sorta di pettini che lo fanno scivolare nell’acqua.

Proprio questa struttura, insieme alla sua straordinaria capacità di adattamento e riproduzione, le permette di proliferare rapidamente in condizioni favorevoli.

È pericolosa per l’uomo?

No, la noce di mare non punge l’uomo, non brucia e non rilascia sostanze tossiche. Anche se ci si imbatte in acqua, non provoca alcun danno, né reazione sulla pelle.

La vera criticità riguarda solo l’ambiente e indirettamente l’uomo. In pratica, non è un rischio per le persone, ma una presenza ingombrante per l’equilibrio della laguna.

Cosa dice la scienza

Studi condotti da enti scientifici italiani, stanno osservando con attenzione il suo impatto sull’equilibrio dell’ecosistema lagunare, confermando come questo ambiente rappresenti per lei un habitat ideale.

Secondo gli studiosi, il cambiamento climatico sta giocando un ruolo fondamentale in questa invasione.

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Come infatti, l’aumento delle temperature e le variazioni di salinità, rendono la laguna sempre più adatta alla proliferazione della noce di mare, favorendo vere e proprie “fioriture” stagionali, soprattutto, tra la tarda primavera e la fine dell’estate.

Per questo motivo, gli esperti sottolineano l’importanza di un monitoraggio costante e di strategie di gestione mirate, indispensabili per limitare i danni ambientali ed economici, legati alla sua espansione.

A Trieste, gli studiosi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e geofisica sperimentale, hanno creato una App, che permette a chiunque di segnalare la presenza della specie e raccogliere altre informazioni. Non ci resta che collaborare con la scienza per il bene del nostro ambiente.

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