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Curiosità

Il pianto di un cane come quello di un neonato: cosa dice la scienza

Il pianto di un cane come quello di un neonato: per i proprietari arriva la conferma dimostrata da uno studio.

Il pianto di un cane come quello di un neonato. (Foto Canva-Amoreaquattrozampe.it)

A volte, basta un guaito appena percettibile o un verso diverso dal solito del nostro cane per farci scattare subito in allarme.

È una reazione immediata, istintiva che ci fa fermare e prestare attenzione senza nemmeno pensarci.

Perché quel suono riesce a colpirci con la stessa urgenza di una richiesta d’aiuto umana? Perché il pianto di un cane come quello di un neonato sembrano richiamare la stessa attenzione? Cosa hanno scoperto gli studiosi?

Il pianto di un cane come quello di un neonato: cosa dice la scienza

È quasi impossibile rimanere impassibili davanti a un guaito, un lamento o un miagolio insistente del nostro animale domestico.

Cucciolo di cane che guaisce. (Foto Canva-Amoreaquattrozampe.it)

Quei suoni, hanno un modo tutto loro di arrivare dritti al cuore, facendoci sentire subito il bisogno di correre a confortarli.

Studi hanno dimostrato che per molte persone, i lamenti di un cane o i miagolii di un gatto possono suscitare emozioni simili a quelle che proviamo davanti al pianto di un bambino.

I cani in particolare, sembrano saper comunicare il loro disagio in modo molto chiaro che anche chi ha solo gatti finisce per percepirli come struggenti.

E come se, col tempo, imparassimo a decifrare ogni suono del cane, a capire quando hanno bisogno di noi e questa sensibilità ci spinge a reagire senza pensarci, mossi da un istinto quasi immediato a proteggerli e a confortarli.

Quanto il pianto di un cane ci tocca il cuore

Chi ha un cane in casa, sviluppa una sensibilità particolare verso queste vocalizzazioni.

Come reagiamo al pianto del cane.(Foto Canva-Amoreaquattrozampe.it)

Come infatti, impara a cogliere ogni sfumatura, ogni piccolo guaito del cane o lamento e sa distinguere tra un richiamo di gioco, un segnale di disagio o un vero bisogno di aiuto.

Ma in realtà, anche chi non convive con animali reagisce emotivamente a questi suoni. Ciò accade perché il cervello umano li interpreta come segnali di vulnerabilità, attivando un istinto protettivo, quasi innato, un meccanismo che sembra radicato nella nostra natura primordiale.

Le reazioni, tuttavia, possono variare da persona a persona. C’è chi si sente subito in ansia, chi prova un moto di dolcezza irresistibile e chi corre a consolare con gesti e carezze.

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Ad ogni modo, qualsiasi sia la reazione, l’effetto è spesso immediato e con l’unico scopo di farli stare meglio, far sentire loro la nostra presenza e rassicurarli.

È sorprendente come quei piccoli richiami così fragili e dolci, riescano a scuotere emozioni così profonde dentro di noi, evocando un’empatia fortissima.

Raffaella Lauretta

Sono una giornalista pubblicista, con una passione profonda per gli animali. Sono regolarmente iscritta all'Ordine dei Giornalisti. Scrivo articoli su problematiche di salute degli animali, curiosità e argomenti legati alla promozione dell'adozione responsabile degli animali domestici. Nel tempo libero amo fare volontariato nelle strutture e rifugi per animali meno fortunati.

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Raffaella Lauretta

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