In Olanda dal prossimo anno entrerà in vigore una legge che stabilisce il divieto assoluto dei botti di Capodanno per tutelare gli animali domestici.
La vigilia di Capodanno è da poco terminata. E come tutti gli anni la notte di San Silvestro è stata illuminata da colorati fuochi di artificio e resa assordante dalle milioni di botti, il rumore dei quali ha spaventato centinaia di migliaia di animali, sia domestici sia randagi sia appartenenti alla fauna selvatica. Le diverse ordinanze predisposte finalizzate a ridurre il numero di botti e a tutelare la popolazione, l’ambiente e soprattutto gli animali non sono mai sufficienti. Per il prossimo dicembre, però, in un paese d’Europa la situazione cambierà in modo radicale.
La pericolosità dei botti e dei petardi è elevata per diversi motivi. Innanzitutto il rumore degli scoppi finisce per disorientare gli animali selvatici, che possono inoltre rimanere feriti e ustionati se un petardo esplode vicino a loro. Il rumore, in genere, spaventa enormemente i cani e i gatti domestici, per non parlare di quelli randagi. Gli effetti dei fuochi di artificio incidono anche sull’ambiente. Le prime ore dell’anno nuovo si contraddistinguono, poi, per picchi molto elevati di polveri sottili e di diossina.
La notte di Capodanno e il primo giorno dell’anno, poi, gli ospedali si affollano di persone rimaste ferite dai fuochi di artificio. Per questi numerosi motivi sono di vitale importanza norme più rigide in tutto il territorio italiano per tutelare l’ambiente e gli esseri viventi. Tutelare la sicurezza degli animali domestici è la prima considerazione da seguire se si desidera trascorrere un Capodanno all’insegna della tranquillità. Non bisogna, poi, dimenticare che sono tantissime le idee per festeggiare l’ultimo dell’anno in compagnia dei propri quattro zampe senza sparare pericolosi e rumorosi fuochi d’artificio.
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Il 2026 segnerà per l’Olanda l’introduzione del divieto assoluto di fuochi d’artificio per uso privato. La decisione, frutto di un lungo e travagliato percorso legislativo culminato con l’approvazione definitiva in Senato nel 2025, segna una svolta radicale per il Paese dei tulipani, trasformando i festeggiamenti del 2026/2027 in un’esperienza di silenzio e rispetto per l’ecosistema.
Per oltre due decenni, la gestione della pirotecnica in Olanda è stata regolata dal Vuurwerkbesluit, il decreto del 2002. Questa normativa era nata con l’intento di mitigare i rischi, stabilendo standard di sicurezza per limitare lesioni e incidenti. Tuttavia, la realtà dei fatti ha dimostrato che la regolamentazione non era più sufficiente. Ogni anno, i servizi di emergenza olandesi venivano travolti da casi di ferimenti gravi, incendi e atti di vandalismo, gravando pesantemente sulle casse dello Stato e sulla sanità pubblica. Con la nuova legge si passa da una logica di “gestione del rischio” a una di “prevenzione totale”. Il divieto mira a eliminare alla radice le ingenti spese pubbliche con una visione molto più ampia: l’approccio One Health.
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Il concetto di “One Health” riconosce che la salute degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente è indissolubilmente legata. La decisione olandese si poggia proprio su questo pilastro. I fuochi d’artificio sono responsabili di picchi altissimi di polveri sottili (PM10 e PM2.5) e del rilascio di metalli pesanti nel suolo e nelle acque. In un Paese come l’Olanda, dove la gestione ambientale è una priorità nazionale, l’impatto della pirotecnica sulla flora e sulla qualità dell’aria era diventato insostenibile. Ma è sul fronte del benessere animale che la spinta verso il divieto ha trovato la sua forza morale più profonda.
Sebbene non esistano dati statistici centralizzati a livello europeo sul numero esatto di decessi animali causati dai botti, le stime fornite da organizzazioni come Eurogroup for Animals delineano un quadro drammatico. Si stima che circa l’80% dei cani e dei gatti manifesti segni evidenti di panico durante le esplosioni: tremori, tentativi di fuga disperati e stati catatonici che possono durare ore, se non giorni, dopo la fine dei festeggiamenti. La situazione è ancora più critica per la fauna selvatica, dagli uccelli a cervi e ricci.
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Naturalmente, le polemiche non sono mancate, e sono arrivate da due fronti opposti: da un lato, i sostenitori del divieto che accusano il governo di aver agito troppo tardi, posticipando la legge fino al 2027; dall’altro, i nostalgici della tradizione e, soprattutto, gli operatori del settore. Per mitigare l’impatto economico sui commercianti e sui produttori di materiale pirotecnico, il governo ha previsto un sistema di compensazioni economiche. Il modello olandese potrebbe diventare un caso studio per l’intera Unione Europea. Se i Paesi Bassi riusciranno a dimostrare che un Capodanno silenzioso non è un Capodanno meno festoso, ma solo più civile, la pressione per normative comunitarie più stringenti potrebbe aumentare.
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Il divieto che scatterà dal prossimo Capodanno non è solo una vittoria per gli animalisti o per i medici d’urgenza; è un atto di maturità collettiva. Segna il passaggio da una celebrazione basata sul dominio rumoroso dello spazio pubblico a una basata sulla convivenza tra specie diverse. Mentre l’Olanda compie questo passo decisivo, nel resto d’Europa la situazione appare frammentata. In Italia, ad esempio, la questione viene spesso delegata a ordinanze comunali che, puntualmente, vengono ignorate o impugnate, rendendo il divieto nei fatti inapplicabile e simbolico. La differenza risiede nella forza di una legge nazionale univoca. (di Elisabetta Guglielmi)
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