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Dieta BARF per il gatto: che cos’è, come funziona, opinioni e alimenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:39
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Si può alimentare il gatto con la dieta BARF? Quali sono i pro e i contro? Cosa ne pensano gli esperti? Rispondiamo a queste domande con opinioni e cibi giusti per micio.

dieta barf gatto
La dieta BARF per il gatto: opinioni e consigli (Foto Pixabay)

Adottare un gatto significa assumersi la responsabilità della sua salute e del suo benessere e si sa che entrambe le cose passano anche e soprattutto per l’alimentazione che si offre al micio: negli ultimi anni si è parlato molto (e si continua a parlare) della dieta BARF per animali domestici, ma di cosa si tratta nello specifico? Questo tipo di alimentazione è adatta anche al gatto? E se sì, quando e come bisogna metterla in pratica?

In questo articolo, scopriremo che cos’è la dieta BARF e come passare a questo tipo di alimentazione per il gatto, riportando anche le più diffuse opinioni degli esperti su pro e contro di questa dieta e alcune informazioni utili sugli alimenti da preferire, le ricette preferite dai gatti, le situazioni particolari per mici con esigenze specifiche.

Naturalmente, le informazioni contenute in questo articolo sono di carattere generale: prima di prendere qualsiasi decisione e apportare cambiamenti all’abituale alimentazione del gatto è sempre consigliabile consultare il proprio veterinario.

La dieta BARF è adatta al gatto? Tutto ciò che devi sapere

gatto mangia
Un gatto che mangia (Pixabay)

Che cos’è la BARF

L’acronimo BARF sta per Biologically Appropriate Raw Food, ossia “cibo crudo biologicamente appropriato”: questa tipologia particolare di alimentazione, cui è possibile abituare sia i cani che i gatti, si basa sull’idea che tornare alle origini e quindi all’alimentazione naturale dell’animale sia preferibile rispetto ad alimentare il gatto (o il cane) con i cibi industriali normalmente in commercio.

Sappiamo bene che in natura il gatto è un animale carnivoro e cacciatore, che si ciba di piccoli animali come pesci, lucertole, uccellini e topi: secondo i principi della dieta BARF, bisogna replicare anche in casa questo tipo di alimentazione offrendo al micio soprattutto carne e pesce, comprensivi di pelle, ossa e interiora.

In particolare, la versione più “spinta” di questa dieta felina prevede il consumo di carne cruda, anche se la maggior parte dei padroni di gatti scelgono di optare per una versione più “soft”, a base di cibi casalinghi cotti, che gli permette comunque di eliminare il cibo industriale dalla dieta del micio continuando a scottare la carne e il pesce e cuocendo le verdure. In entrambi i casi, è fondamentale informarsi accuratamente prima di optare per il passaggio all’alimentazione BARF per il gatto.

Opinioni, pro e contro

La dieta BARF è nata nei primi anni ’90 e da allora sono moltissime le opinioni degli esperti che si sono susseguite sul tema: in generale, questo tipo di alimentazione naturale, basata sul binomio preda-predatore, ha diversi vantaggi riconosciuti ma anche alcuni svantaggi che è importante tenere in considerazione.

Prosciutto al gatto
Gatto e dieta BARF: pro e contro (Fonte Pixabay)

Dieta BARF per gatti con cibo crudo

Partiamo dalla versione “originale” della BARF per gatti: in questo caso, il micio mangerà pesce e carne crudi seppur con le dovute precauzioni. E’ innegabile, infatti, che dare carne cruda al gatto possa avere dei rischi dal punto microbiologico. Inoltre, alcuni alimenti non dovrebbero mai essere dati crudi, come ad esempio la carne di maiale.

Offrire al gatto carne e pesce crudo è sicuramente più complesso che aprire semplicemente una scatoletta o una busta di croccantini: bisogna informarsi approfonditamente, inoltre il cibo fresco va acquistato, preparato e si mantiene per un tempo inferiore in frigorifero o congelato.

Rispetto ai vantaggi osservabili con una dieta BARF a crudo per il gatto, si ricontrano già dopo alcuni giorni feci inodori, pelo più lucido, denti più sani e puliti.
Nel lungo periodo si osservano anche miglioramenti del sistema immunitario, con il risultato che il gatto è meno predisposto a contrarre malattie e parassiti.

Dieta per gatti con cibo cotto e fatto in casa

Offrire al gatto un’alimentazione a basa di cibo casalingo cotto è probabilmente più semplice rispetto alla BARF “pura” e offre comunque una serie di vantaggi rispetto al cibo per gatti industriale. Cucinare per il gatto significa offrirgli maggior varietà e genuinità nella ciotola, anche se si impiega maggior tempo nella preparazione della pappa.

Inoltre, si può scegliere come bilanciare correttamente i vari nutrienti tra proteine, vitamine, fibre scegliendo le dosi giuste di carne e vegetali tra i cibi più adatti all’alimentazione felina. In alcuni casi, potrebbe rivelarsi necessario dare al gatto degli integratori per garantirgli una dieta sana e completa, evitando pericolose carenze nutrizionali.

Attenzione anche a evitare l’eccesso di proteine o grassi, che possono causare rispettivamente problemi renali al gatto o casi di pericolose pancreatiti feline. Infine, ricordate sempre che è fondamentale offrire al gatto alimenti di prima qualità e fare grande attenzione in caso di carne surgelata a non interrompere la catena del freddo.

Come iniziare la dieta BARF per il gatto da zero

Cuccia per il gatto
Gattino (Foto Pixabay)

Se si inizia ad alimentare il gatto con la dieta BARF fin da piccoli è sicuramente più semplice far apprezzare al gattino la carne cruda, cosa che potrebbe risultare non sempre immediata quando il cambiamento alimentare viene proposto a un gatto adulto, abituato a cibo secco o umido per gatti di tipo commerciale.

La prima cosa da fare è informarsi, armarsi di tanta pazienza e soprattutto consultare il veterinario per capire come muoversi in questo passaggio fondamentale. Fatto ciò, si può iniziare ad introdurre la dieta BARF nella vita del gatto partendo da alcuni step fondamentali:

1. Tenete il gatto a digiuno per circa 12 ore, in modo tale che sarà affamato quando gli offrirete il primo pasto della sua nuova dieta.
2. Iniziate ad introdurre un solo nuovo alimento alla volta, in modo tale che il micio possa abituarsi a nuovi gusti e consistenze in maniera graduale.
3. Una volta scelto il primo alimento, aggiungetene qualche pezzetto nella normale razione di cibo industriale del gatto.
4. Giorno dopo giorno, riducete la quantità di scatoletta o crocchette in favore del nuovo cibo, aumentando anche le dimensioni dei pezzetti mescolati nella pappa.
5. Se non volete offrire direttamete al gatto la carne cruda, potete scottarla leggermente prima di metterla nella ciotola. Le ossa vanno date solo in seguito, facendo attenzione a non cuocerle in nessun caso: diventerebbero molli e si sfalderebbero pericolosamente.

Alimenti e ricette consigliati

Congiuntivite nel gatto

In una dieta BARF destinata al gatto bisogna fare attenzione alla giusta quantità di proteine, provenienti soprattutto da carne e pesce, ma anche ad altri aspetti importanti come l’apporto di fibre.

In generale, circa l’85% del pasto di un gatto deve essere composto da proteine che vanno poi completate con frutta e verdura adatte al gatto per aggiungere il quantitativo necessario di fibre, vitamine, sali minerali e carboidrati. Inoltre, è importante sottolineare come il cibo crudo o casalingo sia naturalmente ricco di acqua, fornendo al micio il giusto grado di umidità.

Tra le tipologie di carne e pesce più adatte alla dieta BARF del gatto ci sono gli alimenti naturalmente ricchi di taurina: tonno, agnello, manzo, merluzzo, pollo sono soltanto alcuni degli esempi. Il gatto può e deve mangiare anche le frattaglie: ad esempio, gli si può dare il cuore di pollo anche più volte alla settimana.

In aggiunta a carne e pesce, il gatto può mangiare anche uova e verdure cotte (frullate o meno, a seconda delle preferenze dell’animale). Per integrare le fibre sono ottime anche piccole quantità di cereali e semi, mentre per garantire il giusto apporto di grassi si possono usare olio di salmone o di fegato di merluzzo.

Rispetto alle quantità, in linea generale valgono le seguenti regole:

– gattini cuccioli > 80/100 grammi di carne suddivisa in 3/4 pasti al giorno;
– gatti adulti > 30/40 grammi per kg di peso, suddivisi in 2 pasti al giorno;
– gatta in gravidanza o allattamento > 60/80 grammi per kg di peso.

Dieta BARF per gatti con esigenze particolari

La dieta BARF è potenzialmente adatta a gatti di tutte le età, anche se bisogna fare maggiore attenzione nel caso di un cucciolo in fase di crescita a cui non devono mancare le giuste quantità di sostanze nutritive per diventare grande.

Se ci sono malattie, bisogna valutare obbligatoriamente la situazione con l’aiuto del veterinario: ad esempio, i gatti che soffrono di insufficienza renale cronica o quelli ammalati di gastroenterite potrebbero non essere adatti all’alimentazione BARF.

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C.B.

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