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Baffi dei gatti: ecco a cosa servono e perché non bisogna tagliarli

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I baffi dei gatti, chiamati vibrisse, hanno le funzioni di un organo sensoriale e forniscono importanti e dettagliate informazioni di varia tipologia

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I baffi nel gatto: ecco a cosa servono davvero (Foto Pixabay)

Ogni gatto ha circa 24 vibrisse mobili, una dozzina per ogni lato del muso, disposte su quattro file orizzontali e semi indipendenti le une dalle altre: le due file in alto si muovono indipendentemente dalle altre più basse.

I baffi dei gatti sono spesso il doppio dei peli normali e le loro radici sono profonde tre volte di più: questo aumenta la trasmissione degli impulsi nervosi.

La loro lunghezza corrisponde alla larghezza del gatto e per questo motivo la primissima funzione dei baffi del gatto è misurare lo spazio per capire dove possono passare.

I baffi dei gatti sono come sensori per misurare la pressione dell’aria, lo spazio, la temperatura

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Le vibrisse o baffi nel gatto, tutto quello che c’è da sapere (Foto Pixabay)

I baffi dei gatti sono come sensori che permettono i nostri amici a quattro zampe a ricevere informazioni molto utili per la loro vita.

Erroneamente si pensa che la vista dei felini sia impeccabile. In realtà la vista dei gatti non è molto buona da vicino, per cui per orientarsi e identificare oggetti vicini usano i baffi.

Inoltre i baffi dei gatti riescono ad esprimere anche il loro stato d’animo e le sensazioni che sentono. Per esempio, se vedi che tiene i baffi rilassati, è perché è rilassato, se li ha dritti in avanti è sull’attenti e se li tiene attaccati al muso è perché è arrabbiato o spaventato.

Non bisogna tagliare i baffi dei gatti

Come gli altri peli del corpo, i baffi dei gatti possono cadere per poi ricrescere.

A differenza delle credenze popolari, se si tagliano i peli del gatto non gli si reca un dolore fisico e del sanguinamento ma bisogna ricordare che le vibrisse, utilissime per l’orientamento dei nostri amici felini, non vanno mai tagliate per nessun motivo, soprattutto quello puramente estetico. Il rischio è quello di disorientare il nostro gatto e di farlo diventare “goffo” nei movimenti trasmettendogli una sensazione di insicurezza e paura.

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