La Legge Quadro 281/91 disciplina in modo ben preciso le colonie feline e protegge i gatti in condominio: vediamo più nel dettaglio in che modo.
La definizione normativa di colonia felina è stata data per la prima volta dalla Legge Quadro 281/92: secondo questa legge, una colonia felina è un gruppo di gatti, composto da almeno due esemplari, che frequenta abitualmente un determinato luogo.
L’habitat della colonia felina può essere un territorio edificato o meno, pubblico o privato: la legge tutela i gatti e le colonie feline che vivono anche nelle aree private condominiali, che possono permanere in cortili, garage e giardini e vanno tenuti sotto controllo in termini numerici (grazie alla sterilizzazione degli esemplari).
Naturalmente, la legge prevede la possibilità di provvedere al nutrimento delle colonie feline e dei gatti in condominio a patto che si rispettino le norme igieniche fondamentali. Inoltre, la legislazione italiana prevede delle norme anche rispetto a chi si prende cura dei gatti randagi e delle colonie feline in condominio: scopriamole insieme.
Secondo la legge italiana, adoperarsi per la cura e il sostentamento delle colonie feline è un’attività benemerita e per questo motivo il gattaro deve avere accesso a tutte le aree di proprietà pubblica e privata ad uso pubblico per preoccuparsi dell’alimentazione dei gatti. Naturalmente, in caso di aree private, bisogna chiedere prima il permesso al proprietario.
A stabilire chi debba registrare e curare le colonie feline sono i regolamenti comunali: in alcuni casi, queste attività possono essere affidate a dingoli cittadini mentre in altri casi solo ad associazioni animaliste regolarmente registrate. Una cosa utile da fare, se vuoi prenderti cura ufficialmente di una colonia di gatti nel tuo condominio è rivolgersi alla propria ASL vetrinaria di riferimento e compilare i moduli per ufficializzare la colonia in questione.
Nel momento in cui una colonia felina è ufficializzata all’ASL, sarà poi necessario organizzarsi per far sterilizzare i gatti (servizio offerto gratuitamente o a prezzi estremamente vantaggiosi).
Inoltre, nei Comuni dove ciò è permesso, potrai rivolgerti a mense scolastiche e comunali per ritirare gli avanzi alimentari, con cui cibare i gatti (previa autorizzazione da parte dell’Amministrazione Comunale).
Infine, è consigliabile preparare un volantino informativo da collocare in prossimità dell’habitat della colonia, in cui indicare anche e soprattutto i riferimenti normativi che regolano la materia specifica e più in generale il maltrattamento animali.
In alcuni casi, i condomini emanano delle delibere che impongono l’allontamento della colonia felina sulla base di una richiesta specifica proveniente dai condomini. Questo tipo di delibera condominiale è legittima? Secondo la legge, lo è a patto di non violare le norme previste a tutela dei gatti randagi. Inoltre, deve esserci un motivo valido per predisporre l’allontanamento.
Ma cosa dice la legge rispetto alle delibere condominiali di allontanamento dei gatti? I punti essenziali sono 3:
– Se la delibera vuole far allontanare o addirittura sopprimere i gatti per pregiudizio (assenza di malattie gravi e incurabili o di situazioni di rischio per la salute e l’igiene pubblica), è illegittima.
– Se i gatti iniziano a costituire un danno per i beni condominiali o dei singoli, l’assemblea condominiale può predisporre delle soluzioni e dei provvedimenti che siano rispettose del “sentimento di amore per gli animali”.
– Se la richiesta di allontanamento della colonia felina è basata su motivi di sicurezza della salute pubblica, la delibera condominiale è legittima se ci sono accertamenti da parte del servizio veterinario ASL a comprovarla.
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