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Scena del crimine, i gatti potrebbero aiutarci a trovare il colpevole: lo studio

I gatti non smettono mai di sorprenderci: ecco perché se presenti su una scena del crimine potrebbero aiutarci a trovare il colpevole.

Gatto sdraiato (Foto Canva – Amoreaquattrozampe.it)

I nostri amici a quattro zampe sono davvero pieni di risorse. L’esito di una ricerca scientifica ha messo in luce un’ulteriore peculiarità felina. Quale? I gatti su una scena del crimine possono aiutarci a scovare il colpevole. In fondo, è tutta questione di DNA: scopriamo cosa ha svelato lo studio.

I gatti sanno provare che il colpevole è stato sulla scena del crimine

La ricerca del DNA umano sulla scena del crimine è un passaggio imprescindibile per ogni investigazione.

DNA sul pelo del gatto Gatto sdraiato (Foto Canva – Amoreaquattrozampe.it)

Infatti, si tratta della modalità più veloce ed efficace che permette di individuare le persone presenti al momento del delitto.

Il DNA è ricavabile da numerosi “testimoni” come saliva, capelli, mozziconi di sigaretta e persino peli di gatto.

Ebbene sì: secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Forensic Science International il mantello dei felini è in grado di trattenere tracce di DNA umano che possono essere usate per identificare l’autore del crimine.

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Lo studio

Vi state chiedendo come i ricercatori siano giunti a questa sorprendente conclusione? Gli scienziati hanno eseguito un esperimento a cui hanno partecipato 15 famiglie, con i loro 20 gatti.

Durante lo studio è stato esaminato il pelo dei mici, andando alla ricerca di materiale genetico. I campioni, poi, sono stati confrontati con il DNA dei proprietari degli animali.

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Nell’80% dei casi gli scienziati sono riusciti a individuare tracce di DNA; nel 70%, inoltre, il materiale si è rivelato sufficiente per poter tracciare un profilo genetico accurato, che corrispondeva a quello dei membri della famiglia del felino.

In 6 casi, tuttavia, il materiale genetico rinvenuto era diverso rispetto al DNA dei proprietari dei gatti.

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Due circostanze possono essere spiegate dalla presenza in casa di un neonato: è probabile che le tracce fossero riconducibili ai bebè, da cui non è stato eseguito alcun prelievo genetico.

Gli altri 4 casi, invece, rimangono insoluti: gli scienziati, infatti, non riescono a capire di chi possa essere il DNA e non sanno trovare una spiegazione al perché fosse presente sul pelo dell’animale.

Laura Bellucci

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Laura Bellucci

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