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Abbandono: i rischi che corrono i nostri 4zampe

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L’Ente Nazionale di protezione animali (Enpa) è tornato in piazza nel fine settimana del 2 e 3 luglio per sensibilizzare l’opinione pubblica contro gli abbandoni.

In questa occasione l’Enpa ha distribuito un piccolo kit del viaggiatore, realizzato dall’’azienda Record, con salviette profumate, ciotola tascabile e spazzola adesiva e il codice per scaricare la Guida per i viaggiatori a 6 zampe.

Da sempre, la stagione estiva si rivela uno dei periodi più critici per i nostri 4zampe, a ridosso della quale aumentano gli abbandono di ogni specie: dai cani, ai gatti, passando per conigli, criceti, pesciolini o uccellini.

Numeri drammatici tanto più se si considera il destino dell’animale indistintamente dal luogo in cui viene lasciato senza scrupoli da parte dei proprietari, come in campagna, in un laghetto o sul ciglio della strada, oppure come recentemente accaduto, l’abbandono di un gatto in un parco pubblico, in una località in provincia di Pescara.

Secondo l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), quest’anno, 200mila animali sono a rischio abbandono 

L’abbandono provoca nei nostri compagni a 4zampe un forte stress e soprattutto sofferenza, essendo cresciuti in un ambiente domestico, nutriti e curati, circondati dall’affetto. Una condizione che per i 4zampe è difficile da sostenere e difficilmente riescono a cavarsela: “È come se noi persone civilizzate di punto in bianco decidessimo di andare a vivere nella giungla armati solo di una lancia: sapremmo forse cacciare e procurarci il cibo necessario alla sopravvivenza? Non credo proprio. Abbandonare il proprio gatto fuori città, in un bel prato, lontano dalle strade trafficate, per fare un esempio, magari ci permette di attenuare il senso di colpa, ma in realtà lo stiamo condannando a morte”, denuncia Enpa.

L’abbandono significa condannare a morte l’animale, ma anche contribuire al randagismo, un fenomeno irresponsabile che ricade sulla comunità. Ad esempio, i gatti sono molto proliferi e come ricorda l’Ente, “una sola coppia di gatti, ad esempio, in cinque anni può generare oltre 4.600 nuovi felini e se consideriamo che oggi il gatto sta diventando l’animale più popolare nelle case degli italiani per via della sua autonomia, tanto che entro il 2020 si prevede che avremo adottato più gatti che cani, è facile immaginare a quale tipo di emergenza si vada incontro se non interveniamo sugli abbandoni””.

Tra le altre ripercussioni, vi è quella del rischio di incidenti stradali, provocati dagli animali abbandonato, per cui sarebbero stati censiti ben 4mila incidenti provocati da queste povere creature lasciate in balia di se stesse.

Altri elementi da considerare risiedono nella proliferazione di specie non autoctone negli habitat naturali, come ad esempio, le tartarughe azzannartici che, all’apparenza innocue, possono arrivare a spezzare il manico di una scopa con un solo morso: “Immaginate un bambino che le si avvicina”, evidenzia l’Enpa, concludendo che “abbandonare è crudele, comporta un costo sociale e costituisce un rischio per tutti. Qualche progresso, a livello culturale, rispetto al passato come Paese l’abbiamo fatto, ma il fenomeno continua a rappresentare un problema che va affrontato”.