E’ scomparso e con lui si affievolisce la speranza di salvaguardare la sua specie: è morto Mufosa, uno degli ultimi rinoceronti di Giava.

La sua scomparsa non è soltanto devastante dal punto di vista morale ma per ciò che la sua fine rappresenta per l’intera specie, già a rischio estinzione da tempo: è morto Musofa, uno degli ultimi esemplari di rinoceronte di Giava. Ormai assicurare la prosecuzione della specie e la sua conservazione diventa ancora più difficile: ecco qual è l’attuale situazione e cosa si prevede per questi animali.
Morto un rinoceronte di Giava: addio a Musofa
L’idea era quella di ‘rigenerare’ la specie, provando a creare una nuova popolazione di essi a partire da una femmina, Musofa appunto, da poco trasferita in un’area protetta. Ma purtroppo la femmina di rinoceronte di Giava, uno degli ultimi pochissimi esemplari rimasto, è deceduta, lasciando nello sconforto tutti coloro che speravano in una prosecuzione della specie.

Sul suo decesso ci sono ancora parecchie ombre e dubbi, ma di sicuro c’è che le sue conseguenze per l’intera popolazione dei rinoceronti di Giava sono durissime. L’esemplare era stato trasferito dal Parco Nazionale di Ujung Kulon in Indonesia, precisamente sull’isola di Giava, in una nuova area protetta, ricreata apposta per fornirle tutte le condizioni atte a creare una nuova popolazione.
Ma dopo pochi giorni dal trasferimento in questo luogo protetto, Musofa è stata trovata morta: il decesso pare sia stato causato da alcune lesioni interne all’animale, conseguenza probabile delle manovre degli operatori nel corso del trasferimento. Studi ed analisi successive sul cadavere del rinoceronte hanno tuttavia ipotizzato la presenza di malattie croniche preesistenti, che hanno poi causato la fine della sua vita.
I responsabili del trasferimento hanno immediatamente reso noto che le operazioni effettuate sono state effettuate nel rispetto di tutte le norme di sicurezza.
Morto un rinoceronte di Giava: il progetto (fallito) di rinascita
Insieme al WWF e all’International Rhino Foundation, il governo indonesiano si era fatto carico di un progetto di rinascita della popolazione del rinoceronte di Giava di cui Musofa faceva parte, che ormai conta circa 80 esemplari. L’obiettivo era quello di rifondare una nuova popolazione, ricreando un habitat con tutte le condizioni più agevoli per farlo e portandovi all’interno una femmina che avrebbe poi partorito dei cuccioli della specie.

Il trasferimento tuttavia non è mai stato privo di difficoltà o insidie: si conoscevano i rischi dello spostamento di un esemplare tanto grande e imponente come il rinoceronte Musofa, eppure non vi era altra scelta. E’ uno dei metodi più estremi , perché mettono in serio pericolo la vita degli animali trasferiti, ma lo si mette in atto quando il numero di esemplari da salvare è davvero esiguo.
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Un altro problema a cui far fronte era appunto quello di evitare che gli ultimi rinoceronti di Giava rimasti in vita fossero tutti nello stesso posto, quindi tutti esposti a pericoli, dalle insidie della natura a una epidemia. Il trasferimento di alcuni soggetti, definito ‘assicurazione biologica’, dovrebbe garantire la sopravvivenza.