Addio a Brigitte Bardot, la paladina degli animali: l’icona del cinema e della moda ha combattuto migliaia di battaglie per difendere e tutelare la fauna selvatica e i pet domestici.

Da sex symbol degli anni ’60 ad attivista per i diritti degli animali, il 28 dicembre si è spenta a 91 anni Brigitte Bardort. La paladina degli animali, mito immortale di bellezza e icona della moda, ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema e nella società. Attrice, cantante e modella, ma soprattutto combattiva attivista per i diritti della fauna selvatica e fondatrice e presidente di una fondazione che porta il suo nome, Bardot rimane una figura di centrale importanza nel mondo degli animali. Ad annunciare la morte è stata proprio la sua fondazione, ricordando Bardot come “una star di fama mondiale che scelse di abbandonare la prestigiosa carriera per dedicare la sua vita e la sua energia alla tutela degli animali e alla sua fondazione”.
Brigitte Bardot, la paladina degli animali: tutte le battaglie per difendere la fauna selvatica dell’icona del cinema e della moda
Nata nel 1934, Brigitte Bardot è stata una protagonista indiscussa della scena cinematografica mondiale negli anni ’50 e ’60, diventando un’icona di una nuova femminilità emancipata. L’attrice e attivista, che ha compiuto 91 anni il 28 settembre, era stata ricoverata per diverse settimane lo scorso ottobre in una struttura privata a Tolone, nel sud della Francia.

Figlia di un ricco industriale parigino, ricevette un’educazione molto severa. Appassionata di danza, entrò al Conservatorio di Parigi nel 1949 e a quindici anni divenne la mascotte della rivista Elle. A diciotto anni Brigitte sposò Roger Vadim, assistente alla regia di Marc Allegret, che l’aveva consacrata al mondo del cinema. Dopo diversi ruoli importanti, nel 1956 grazie al film del marito Vadim (dal quale si separerà nel ’57) E Dio creò la donna, Bardot entra nella leggenda del cinema riconosciuta universalmente come icona di bellezza. Nel 1958, Brigitte è l’attrice più pagata del cinema francese.
Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Non solo conigli, topi e scimpanzé: gli esperimenti sugli animali vanno ancora oltre, la denuncia
Nel 1959 recita in Babette va alla guerra (sul set conosce e si fidanza con l’attore Jacques Charrier) e in La verità di Clouzot. Nel 1960 partorisce Nicolas, suo unico figlio. Sul set di Vita privata incontra l’attore Sami Frey che diventa il suo nuovo amante dopo la liaison con Raf Vallone e prima di quella con il ricco playboy tedesco Gunther Sachs con il quale convolerà a nozze e dal quale divorzierà nel 1969. Dagli anni Sessanta inizia anche a registrare diversi brani di successo.
Le battaglie di Brigitte Bardot per i diritti egli animali
Il 1963 è l’anno in cui Bardot inizia la sua militanza attiva come animalista. La prima battaglia è il tentativo di promuovere un’arma che uccida in modo indolore le bestie nei macelli. La carriera cinematografica di Bardot termina nel 1973, ben prima dei quarant’anni. Da quel momento, l’attrice e modella dedica la sua vita interamente alla causa animalista. Le prime battaglie le ha combattute sin da giovane. Già a 28 anni, denunciò pubblicamente la macellazione senza stordimento dei bovini, un intervento che portò a una modifica delle normative francesi ed europee. Nel 1976 si unisce a Brian Davis dell’IFAW e lancia una vasta campagna internazionale per denunciare la caccia alle foche.

Nel 1977, raggiunse in elicottero il lastrone di ghiaccio Blanc-Sablon in Canada per protestare contro la caccia alle foche. Le sue foto con un cucciolo di foca ebbero un impatto mediatico globale. Nel marzo del 1977 è il presidente francese Valéry Giscard d’Estaing a vietare l’importazione di pelli di foca in Francia. Nel 1978 Bardot pubblica un libro illustrato per bambini, “Noonoah, la piccola foca bianca”, avente per protagonista un cucciolo di foca salvato dai cacciatori da un Inuit. Nel 1982 registra un’ultima canzone, in omaggio agli animali: Toutes les bêtes sont à aimer.
Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Tamara Tarnawska, l’attivista di Kiev che non abbandona i suoi cani e gatti
Nel 1986 ha fondato la «Fondation Brigitte Bardot» a Saint-Tropez. Riconosciuta di “pubblica utilità” nel 1992, la Fondazione si impegna attivamente su diversi fronti: lotta alla caccia (terrestre e marina), contrasto allo sfruttamento degli animali (utilizzati nei circhi, allevati e uccisi per le loro pellicce nel campo della moda, sfruttati come cavie da laboratorio per la ricerca), campagne contro il fois gras e l’ippofagia, difesa contro l’abbandono, e promozione di adozioni e sterilizzazioni. Della Fondazione il Dalai Lama è divenuto membro onorario nel 1995.

La leggenda del cinema francese, da sempre schiva rispetto alla vita pubblica, continua così a difendere la propria riservatezza anche davanti all’attenzione mediatica legata alla sua salute. Oggi vive in una sorta di isolamento volontario tra le sue due proprietà, La Madrague e La Garrigue, immersa nella natura e circondata dai suoi animali. In una recente intervista a BfmTv, aveva dichiarato: “Vivo come una contadina, senza cellulare né computer, in mezzo a pecore, maiali, cani, gatti, un asino e una piccola pony”.
Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Brigitte Bardot: “Scoraggiata dall’indifferenza nei riguardi della sofferenza degli animali”
Nel 2001 la PETA le conferirà il Peta Humanitarian Award. Le opinioni di BB influenzano i parlamentari francesi, tanto che nel 2003 e nel 2006 la Francia vieta l’importazione e poi il commercio di pelli di cane e gatto. Tanti i messaggi di cordoglio sui social da parte di fan e ammiratori, ma anche di esponenti politici e personaggi famosi. “I suoi film, la sua voce, la sua gloria abbagliante, le sue iniziali, i suoi dolori, la sua generosa passione per gli animali, il suo volto diventato Marianne: Brigitte Bardot ha incarnato una vita di libertà. Esistenza francese, splendore universale. Ci ha emozionato. Piangiamo una leggenda del secolo“, ha ricordato in occasione della morte di Bardot il presidente francese Emmanuel Macron.
Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Orso finalmente libero dopo anni di torture può assaporare la libertà – VIDEO
Il leader del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha ricordato Bardot come “una donna di cuore, di convinzioni e di carattere. Fervente patriota, amante degli animali che ha difeso per tutta la vita, ha incarnato un’epoca francese, ma anche e soprattutto una certa idea di coraggio e libertà”. L’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli Animali e la Tutela dell’Ambiente, ha commentato: “Ci lascia oggi una grande donna, prima ancora che una grande attrice, che dopo il ritiro dalle scene, per cinquant’anni, ha dedicato la propria vita alla tutela degli animali in tutto il mondo: il suo esempio è e resterà sempre d’ispirazione per tutti noi che ci battiamo, ogni giorno, per difendere i più indifesi”.
Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Usati come cavie da laboratorio, escono dalla gabbia per la prima volta: il video commovente
Con le sue battaglie, Brigitte Bardot ha contribuito a diffondere l’idea che gli animali sono esseri senzienti e in quanto tali provano gli stessi sentimenti degli esseri umani. Del resto, proprio sulla base di queste idee, in molti Paesi del mondo si sta procedendo a sostanziali modifiche del Codice civile per riconoscere legalmente gli animali come esseri senzienti. Tenerli reclusi all’interno di gabbie, negli zoo o nei parchi acquatici lede i loro diritti alla vita e alla libertà. (di Elisabetta Guglielmi)