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Gli animali sono esseri senzienti: la petizione da firmare per il riconoscimento legale

La petizione da firmare «Io soffro, sento, amo» per il riconoscimento degli animali come esseri senzienti forniti di diritti nel Codice Civile.

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Cagnolino randagio (Foto di Adri Marie da Pixabay)

Il Codice Civile è un corpo organico di disposizioni di diritto civile, che stabiliscono le libertà individuali di cui devono godere gli esseri viventi, o meglio, solo gli esseri umani. Gli animali legalmente non possiedono, infatti, gli stessi diritti degli esseri umani, anche se negli ultimi anni questa situazione sta cambiando notevolmente. Dopo l’inserimento della tutela degli animali nella Costituzione, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC Animal Protection) ha lanciato ora una campagna, e una petizione da firmare indirizzata al Governo e ai presidenti delle Camere del Parlamento Italiano, per chiedere che anche l’Italia (così come già ha fatto la Spagna) riconosca gli animali come esseri senzienti e non li consideri più come semplici “oggetti”, come vengono ancora definiti nell’ordinamento giuridico italiano.

Gli animali non sono “oggetti”: il link alla petizione per il loro riconoscimento legale nel Codice Civile

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Cane randagio (Foto di Adithyan R da Pixabay)

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Alla campagna è stato dato l’evocativo titolo «Io soffro, sento, amo», che richiama la locuzione latina formulata dal filosofo francese René Descartes, meglio conosciuto come Cartesio (1596 – 1650): «Cogito ergo sum» (traducibile come «Penso dunque esisto»). Nelle disposizioni nel libro terzo del Codice Civile Della proprietà (ad esempio negli artt. 810, 812, 820, 923 c.c.) si legge che gli animali sono considerati alla stregua di “res (termine latino che significa “cose”) di cui è possibile disporre liberamente, dal momento che sono di proprietà di una persona singola o di un’istituzione (come la fauna selvatica, per esempio, che è considerata patrimonio dello Stato).

Qui il link per firmare la petizione

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Gli animali, però, non sono naturalmente oggetti: provano gli stessi sentimenti degli esseri umani, soffrono e amano come loro. Il riconoscimento come esseri senzienti determinerebbe un aumento delle tutele anche a livello legale. Come riconosciuto dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane, «questa differente considerazione porterebbe al riconoscimento di una serie di diritti, primo tra tutti quello alla vita, che non potrebbe essere compromesso se non in caso di effettiva necessità». Piera Rosati, presidente della LNDC, sottolinea come negli ultimi decenni la Lega è stata attiva «nel far ottenere una serie di tutele crescenti per gli animali, in particolare per quelli “da compagnia”. Ora però la strada per arrivare a un ulteriore e necessario miglioramento è una sola: bisogna fare un salto di qualità e riconoscere finalmente agli animali lo status di “esseri senzienti” nel nostro Codice Civile. Per questo abbiamo deciso di lanciare una petizione indirizzata al Governo e ai presidenti delle Camere del Parlamento Italiano affinché gli animali non umani abbiano finalmente il loro posto nel mondo e smettano di essere considerati “cose”».

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Del resto, già il Trattato di Lisbona prevedeva che gli Stati Membri dell’Unione Europea dovessero tenere “pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti“. Questo status è già stato riconosciuto a livello europeo, quindi è arrivato il momento che anche a livello nazionale riceva lo stesso riconoscimento. In questo modo tutti gli animali, senza distinzione di specie, avranno gli stessi diritti e le stesse tutele. Chiunque condivide le parole della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che riconosce che «chiunque abbia avuto modo di interagire con un animale di qualsiasi specie, o abbia avuto occasione anche solo di incrociare un suo sguardo, sa benissimo che queste creature provano esattamente le stesse sensazioni che proviamo tutti noi: paura, felicità, amore, sofferenza», allora dovrebbe aggiungere una firma alla petizione. (di Elisabetta Guglielmi)