Dietro quell’allevamento abusivo di cani si nascondeva una realtà fatta di degrado, paura e animali lasciati senza cure
C’erano cuccioli costretti a vivere tra i loro stessi escrementi, altri pieni di ferite, altri ancora talmente debilitati da riuscire a malapena a stare in piedi. Alcuni si nascondevano negli angoli delle gabbie, spaventati da qualsiasi rumore, mentre altri mostravano evidenti segni di sofferenza fisica e psicologica dopo mesi trascorsi nel degrado più totale.
È la scena trovata dalla Guardia di Finanza a Brusimpiano, in provincia di Varese, dove è stato scoperto un allevamento abusivo di cani gestito da due donne che vendevano cuccioli di Yorkshire e Maltesi attraverso annunci pubblicati online e sui social. Dietro quelle fotografie che mostravano cani apparentemente sani e pronti per essere acquistati, si nascondeva invece una realtà fatta di sporco, abbandono e maltrattamenti.
I piccoli vivevano ammassati in gabbie troppo strette, senza cure veterinarie, senza attenzioni e senza alcun rispetto per il loro benessere. Secondo quanto emerso dai controlli, gli animali venivano allevati e messi in vendita come semplici oggetti, destinati a soddisfare la continua richiesta di cani di piccola taglia. Un mercato che continua a crscere soprattutto online, dove spesso il prezzo basso e la fretta di acquistare un cucciolo finiscono per nascondere situazioni drammatiche come questa.
Quando i finanzieri sono entrati nella struttura si sono trovati davanti uno scenario definito agghiacciante. Ovunque c’erano sporcizia e cattivi odori. Alcuni animali erano denutriti e disidratati, altri presentavano dermatiti, lesioni e ferite provocate anche dall’autolesionismo dovuto allo stress. Molti dei cani erano rinchiusi insieme in spazi strettissimi, senza la possibilità di muoversi liberamente. Vivevano circondati dai loro stessi bisogni, senza cure veterinarie e senza alcuna forma di attenzione quotidiana.
Il nuovo caso di allevamento abusivo di cani scoperto nel Varesotto riporta ancora una volta alla luce un problema che continua a crescere: il commercio illegale di cuccioli alimentato dalla richiesta sempre più forte di animali di piccola taglia venduti a prezzi bassi. Tutti i cani trovati nell’allevamento abusivo di cani erano privi di microchip e vaccinazioni.
Non avevano pedigree, eppure venivano pubblicizzati come animali di razza pronti per essere venduti. Un sistema costruito per attirare chi cerca un cucciolo spendendo poco e senza fare troppe domande sulla sua provenienza. Ed è proprio qui che il problema continua a ripetersi. Dietro offerte convenienti e annunci pubblicati sui social si nascondono spesso strutture clandestine dove gli animali vengono trattati come oggetti da vendere il più velocemente possibile.
L’allevamento abusivo di cani scoperto a Brusimpiano non è un caso isolato. Le Forze dell’ordine intervengono sempre più spesso in situazioni simili, trovando animali costretti a vivere nel degrado pur di alimentare un mercato che continua a fare soldi sulla sofferenza. Molte persone cercano soprattutto cani di piccola taglia come Maltese e Yorkshire, razze considerate “alla moda” e facili da gestire in appartamento. Ma proprio questa richiesta continua ad alimentare attività illegali dove i cuccioli vengono fatti nascere e venduti senza alcun controllo.
Prima di acquistare un cane, sarebbe fondamentale:
Un cane non dovrebbe mai essere scelto come un accessorio o un acquisto veloce. Dietro un prezzo basso può nascondersi una realtà fatta di maltrattamenti, incuria e sfruttamento animale.
Dopo il sequestro, i 40 cani recuperati dall’allevamento abusivo di cani sono stati affidati alla sezione locale dell’Oipa. Alcuni cittadini si sono messi subito a disposizione per accoglierli e aiutarli nel recupero psicofisico dopo mesi vissuti nell’abbandono. Per le due donne responsabili della struttura è scattata la denuncia per maltrattamento a imale. Ma episodi come questo dimostrano ancora una volta quanto il fenomeno degli allevamenti clandestini sia ancora diffuso. Quei cuccioli oggi sono finalmente lontani dalle gabbie sporche in cui erano rinchiusi. Ma finché continuerà a esserci chi compra animali senza chiedersi da dove arrivino davvero, storie come questa rischieranno di ripetersi ancora.
Per mesi quei piccoli Barboncini hanno vissuto circondati da degrado, paura e strutture considerate pericolose,…
Una storia veramente triste, di quelle che non vorremmo mai leggere ma forse il finale…
Per ore nessuno riusciva a capire dove fosse finita, finché un flebile richiamo ha guidato…