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Australia: è guerra aperta alle formiche di fuoco

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(foto di pubblico dominio)

L’Australia dichiara guerra alle cosiddette formiche “di fuoco”, tra le specie più dannose e invasive al mondo. Si tratta di insetti di particolare interesse medico-sanitario in alcune aree del mondo. Infatti, le loro punture possono produrre gravi reazioni allergiche nell’uomo. In alcuni casi, alcuni soggetti si sono ritrovati con circa 10mila punture sul corpo.

Vi sono stati casi sporadici in cui la reazione allergica ha portato alla morte. Qualche anno fa, una ricerca rilevò 83 casi di decesso collegabili alle punture delle formiche rosse. Lo stato più colpito era la Florida con 22 morti. Le formiche “di fuoco”, o “guerriere”, sono originarie del Sud America.

Ora, le autorità federali e dello Stato del Queensland hanno stanziato oltre 400 milioni di dollari nei prossimi dieci anni. L’obiettivo è quello di eradicare una volta per tutte questo insetto nel Paese. A riportarlo è il sito della Abc News. In base al parere degli esperti governativi, le formiche di fuoco provocherebbero danni per l’uomo e per l’ambiente- dovuti alla loro proliferazione incontrollata – che sarebbero addirittura maggiori di quelli già provocati all’Australia da altre specie “aliene”. Insomma, le formiche di fuoco sarebbero più pericolose ad esempio di conigli, volpi e gatti selvatici.

I numeri di una ‘invasione’

Le autorità dello stato australiano stimano che la mancata eradicazione di questi insetti potrebbe causare 3 mila reazioni anafilattiche all’anno solo in Australia, a cui vanno aggiunti i danni per l’agricoltura. Questi insetti, infatti, formano delle maxi colonie in grado di compromettere intere piantagioni. Si ritiene in particolare che danneggino le radici delle piante. Gravi sono le conseguenze anche per il bestiame.

Questa tipologia di insetti, in base a quanto riportato da alcune ricerche riprese dai media, è comparsa in Australia nel 2001. Si crede però che possano essere arrivate anni prima. Sarebbe altissimo il pericolo di invasione per tutto il territorio e il Dipartimento di agricoltura e pesca del Queensland parla addirittura di una “minaccia sociale”.

I precedenti

L’Australia non è nuova a ‘battaglie’ contro gli animali: è del luglio di due anni fa la controversa decisione del Governo di sopprimere due milioni di gatti, in un piano quinquennale, perché considerati animali infestati, responsabili della sparizione di specie di piccoli mammiferi autoctoni.

Lo scorso anno, invece, sempre in estate, le autorità del Paese hanno valutato l’abbattimento di migliaia di cavalli selvatici australiani, i Brumby, che starebbero mettendo a rischio alcuni delicati ecosistemi nei pressi di Sydney.

 

GM