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Bambino sta per annegare in una diga: il suo cane lo salva

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cane salva bambino

Una meticcia un po’ attempata, di nove anni, si è trasformata in un’eroina in Australia, dove a Brisbane ha salvato il suo padroncino di 2 anni dall’annegamento. Stando a quanto riporta il Daily Mail, ma anche il video dell’intervista dei genitori del bambino, l’esemplare di nome Leala ha cercato di aiutare il suo padroncino finito in una diga con la faccia immersa nell’acqua. La cagnolina si sarebbe tuffata in un primo tempo per salvare il piccolo Alexander e ha poi cercato dei soccorsi andando dal padre del bambino.

L’uomo, in un’intervista rilasciata a Today, ha raccontato di aver visto arrivare il suo cane tutto bagnato con un comportamento strano, come se fosse “indemoniato”. Il cane cercava l’attenzione del suo padrone che si è subito reso conto che qualcosa non andava. Vedendo il cane bagnato e agitato, il padre del bambino ha seguito Leala, dirigendosi verso la diga, situata nei pressi dell’abitazione, dove ha trovato il figlio, privo di sensi che galleggiava nell’acqua.

Secondo quanto racconta l’uomo, dopo aver chiamato i soccorsi, grazie all’intervento dell’elisoccorso, il bambino nel giro di una mezz’ora è stato trasferito all’ospedale di Lady Cilento a Brisbane, dove è stato ricoverato in terapia intensiva per 36 ore.

I medici dell’ospedale inizialmente avevano poche speranze per il bambino, cercando di far capire ai genitori che probabilmente avrebbe riportato dei danni cerebrali. Ma dopo 48 ore, il piccolo Alexander si è svegliato e le sue condizioni di salute erano ottimali, senza conseguenze o danni neurologici.

I genitori del ragazzo sono convinti che senza l’aiuto e l’intervento istintivo di Leala, Alexander sarebbe morto. Con molte probabilità, ripensando a quanto accaduto, il cane avrebbe prima capovolto il padroncino per farlo respirare e poi sarebbe andato a chiamare i soccorsi.

“E’ un miracolo che sia tornato come prima”, afferma il padre del bambino, scrivendo su Facebook che “senza Leala, nostro figlio non ci sarebbe più”, con al fianco la fotografia della famiglia di nuovo riunita.