Home News Bracconieri uccidono rinoceronte all’interno dello zoo di Parigi

Bracconieri uccidono rinoceronte all’interno dello zoo di Parigi

CONDIVIDI

La capitale francese si risveglia all’insegna dell’orrore dopo che alcuni individui si sono introdotti di nascosto all’interno dello zoo di Thoiry e hanno ucciso un rinoceronte per segargli il corno con l’ausilio di una motosega.

La direzione dello zoo, situato nella periferia di Parigi, nel dipartimento francese delle Yvelines, ha riferito che l’animale è stato trovato dagli addetti che hanno iniziato il turno mattutino. Il rinoceronte è stato freddato con ben tre colpi di arma da fuoco sparati in testa.

In base alla ricostruzione dei fatti, emerge che uno degli assassini ha forzato il portone sul retro dello zoo: “E’ possibile che non abbiano avuto il tempo di attaccare le altre bestie”, riferisce un addetto in quanto il bracconiere non avrebbe avuto il tempo di tagliare il secondo corno, solo parzialmente reciso.

Sconforti da parte delle istituzioni e dalle organizzazioni animaliste, preoccupate dal fatto che i bracconieri possano iniziare a colpire gli zoo per alimentare il traffico illegale. Un corno di rinoceronte arriva a costare fino a 50mila dollari. Si tratta del primo caso in Europa. Il povero rinoceronte di nome Vince era un giovane esemplare nato nel 2012 nello zoo Burger  d’Arnhem in Olanda. Vince era arrivato a Thoiry nel 2015.

Un gesto perpetrato in presenza degli addetti che vivono nello zoo. Chi ha agito molto probabilmente sapeva che in quel punto non vi erano le telecamere di sorveglianza. Fortunatamente, i due rinoceronti bianchi una femmina di 37 anni e un maschio di 5 anni non sono stati toccati.

Le responsable du programme Commerce des espèces sauvages au WWF,

Stéphane Ringuet, responsabile del Commercio delle specie selvagge del WWF, ha espresso il proprio sconforto denunciando che “negli ultimi anni in Europa sono stati rubati molte corna in vendita alle aste e nei musei. Tuttavia- sottolinea la Ringuet- è la prima volta che si è passati ad un essere vivente”.

“Questo ci porta ad interrogarci su come proteggere il nostro patrimonio vivente, su come far diminuire la criminalità legata al traffico della fauna selvatica”, ha sostenuto l’esperta.