Una storia davvero super commovente quella di questo cagnolino che per vivere è stato operato al cuore. Conosciamola meglio.
Ci sono giorni dove le storie che vi raccontiamo pesano maggiormente e oggi è proprio uno di quelle. Vi vogliamo far conoscere Buddy, un barboncino fortissimo.
Si perchè nella vita ha superato cose incredibili. Come avete letto dal titolo vive grazie ad un pacemaker. Andiamo a vedere meglio insieme tutta la sua storia incredibile.
Oggi vogliamo farvi conoscere l’incredibile stori di Buddy, un barboncino che ha 5 anni e mezzo e pesa appena 4 chilogrammi, insomma una cane di piccola taglia. In Italia è stato il primo al quale è stato effettuato un intervento salvavita con l’inserimento di un pacemaker presso Ospedale Didattico Veterinario Mario Modenato dell’Università di Pisa.
Roberta e Fabrizio Balsanti, sono per persone di Buddy ed hanno confidato al sito Kodami tutte le loro paure e allo stesso tempo il grande sollievo successivamente. Ma andiamo con ordine, ad essere indirizzati presso l’ospedale veterinario è stato grazie alla loro veterinaria Sabrina Giannini ed il medico ecografista Stefano D’Ambrogio.
L’operazione è stata eseguita il 19 maggio e, come possiamo ben immaginare, erano molto preoccupati. Per fortuna, adesso, sono tutti più tranquilli. La famiglia di Buddy, ha ringraziato tutti i medici che hanno effettuato questo delicato intervento.
Roberta e Fabrizio avevano portato il loro cagnolino a fare un controllo di routine ed i due medici, grazie ad una ecografia di controllo, avevano scoperta la problematica cardiaca del quale soffriva il cane. Sono stati subito indirizzati presso Pisa.
Dopo alcune settimane il cane ha iniziato ad avere dei svenimenti. Ecco che viene eseguito per la prima volta in assoluto questo intervento salvavita. L’operazione, eseguita con la massima urgenza, ha posizionato il catetere dell’elettrodo del pacemaker all’interno del lato destro del cuore, mentre la batteria si trova in una tasca sottocutanea nel collo di Buddy.
E’ stato ricoverato solamente un giorno con delle medicazioni da fare ma potrà tornare, piano piano, alla sua vita normale. Il direttore dell’Ospedale Didattico Veterinario, Tommaso Vezzosi ha dichiarato le seguenti parole:
“L’intervento rappresenta un traguardo importante per il programma di cardiologia interventistica veterinaria dell’Ateneo. A livello nazionale esistono infatti pochi centri universitari in grado di eseguire questo tipo di procedure e, in Toscana, l’Ateneo pisano è l’unico centro universitario a praticarle”.
Come possiamo immaginare si trattava di un intervento complesso sia per le condizioni di Buddy che per la sua piccolissima taglia. Per fare una somiglianza, questo intervento si somiglia molto con la cardiologia pediatrica. Con una differenza importante, è stato operato in anestesia generale.
I problemi cardiaci nei cani sono più comuni di quanto si pensi, soprattutto con l’avanzare dell’età. Riconoscere i primi segnali può fare una grande differenza nella qualità e nella durata della vita del proprio amico a quattro zampe. Per questo è importante osservare attentamente alcuni cambiamenti nel comportamento e nelle abitudini quotidiane del cane.
Uno dei sintomi più frequenti è la stanchezza insolita. Se il cane si affatica facilmente durante le passeggiate, si ferma spesso o non ha più voglia di giocare come prima, potrebbe esserci un problema cardiaco da approfondire. Anche la tosse persistente, soprattutto di notte o dopo uno sforzo fisico, è un campanello d’allarme da non sottovalutare.
Un altro segnale importante è la difficoltà respiratoria. Un cane con problemi al cuore può respirare in modo più veloce del normale oppure avere il fiato corto anche a riposo. In alcuni casi si possono notare episodi di svenimento, debolezza improvvisa o gengive più pallide del solito.
Alcune razze, come Cavalier King Charles Spaniel, Boxer e Dobermann, sono maggiormente predisposte a malattie cardiache, ma qualsiasi cane può sviluppare disturbi del cuore nel corso della vita. Per questo motivo sono fondamentali controlli veterinari regolari, soprattutto dopo i 7 anni di età.
La diagnosi precoce permette spesso di gestire il problema con farmaci, alimentazione adeguata e uno stile di vita più equilibrato. Non bisogna mai aspettare che i sintomi peggiorino: consultare il veterinario ai primi segnali è sempre la scelta migliore.
Prendersi cura del cuore del proprio cane significa garantirgli più benessere, energia e tanti anni felici accanto alla sua famiglia.
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