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Il cane Aloka, simbolo di pace, ricoverato: incidente durante il cammino insieme ai monaci

Il cane Aloka, famoso come simbolo di pace dopo aver iniziato a camminare con i monaci buddhisti, è stato operato al ginocchio: presto si sentirà meglio e riprenderà il suo cammino. 

Aloka, il cane della pace, mentre cammina insieme ai monaci buddhisti (Foto -amoreaquattrozampe.it)

La pace è un concetto astratto ma a volte può assumere concretezza in diverse forme della natura e il cane Aloka ne offre un esempio emblematico. Questo quattro zampe, un cane pariah indiano, è diventato il simbolo vivente del “Walk for Peace”, un pellegrinaggio monumentale che sta attraversando gli Stati Uniti per portare un messaggio di unità in un mondo frammentato. In questi giorni il cammino del cagnolino ha subito una battuta d’arresto: un infortunio al ginocchio ha richiesto infatti un intervento chirurgico d’urgenza.

Operato alla zampa Aloka, il cane che camminava con i monaci buddhisti: “Presto starà meglio e tornerà con noi”

La storia di Aloka sembra uscita da un antico testo buddista tradotto nel linguaggio dei nostri giorni. Il suo nome in sanscrito significa “Luce Divina”, un appellativo che non potrebbe essere più calzante per un animale che ha trasformato la sua esistenza da randagio invisibile a icona globale.

Il cane Aloka prima dell’intervento al ginocchio presso la clinica veterinaria (Foto -amoreaquattrozampe.it)

L’incontro che ha cambiato il destino del quattro zampe è avvenuto nel 2022. Il Venerabile Bhikkhu Pannakara, leader del movimento per la pace, stava conducendo una marcia in India quando si imbatté in questo cane randagio. Nonostante le condizioni di salute precarie dell’epoca, Aloka decise che il suo posto era accanto a quegli uomini silenziosi. Percorse con loro centinaia di miglia, da Calcutta fino ai confini del Nepal, dimostrando una devozione che andava oltre il semplice istinto animale.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Muore il suo cane improvvisamente e reagisce facendo qualcosa che lascia tutti senza parole

Da quel momento, il legame è diventato indissolubile. Aloka non è solo un animale domestico; è un membro del sangha (la comunità spirituale), un compagno di meditazione in movimento che incarna l’essenza stessa della dottrina buddista: la connessione tra tutti gli esseri viventi. Il quattro zampe è un cane pariah o cane del villaggio. Noti anche come “desi kutta” nella loro terra natale, l’India, questi cani di taglia media sono tra le razze canine più antiche e anche una delle prime razze ad essere addomesticate dagli esseri umani in India.

Il cane Aloka è stato operato al ginocchio dopo l’incidente durante il cammino (Foto -amoreaquattrozampe.it)

Il 26 ottobre scorso, Aloka e circa due dozzine di monaci Theravada hanno intrapreso una sfida ancora più ambiziosa: il “Walk for Peace” attraverso gli Stati Uniti. Partiti da Fort Worth, in Texas, i monaci stanno attraversando sette stati con l’obiettivo di raggiungere Washington, D.C. entro metà febbraio. L’obiettivo del pellegrinaggio da un lato è quello di promuovere la compassione, diffondendo un messaggio di non violenza e unità; dall’altro è quello di ottenere un riconoscimento Istituzionale, chiedendo al Congresso degli Stati Uniti di riconoscere il compleanno e l’illuminazione del Buddha come festività federale.

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Diverse persone sono rimaste stupite nel vedere questo gruppo avanzare: i monaci accompagnati da Aloka, che trotterella al loro fianco, attirando l’attenzione di migliaia di persone che seguono il loro viaggio sui social media e lungo le strade della Georgia e della South Carolina. Durante il passaggio in South Carolina, è diventato evidente che Aloka non era più al massimo delle sue forze. Il “freddo pungente” e le lunghe distanze hanno presentato il conto. Presso il Charleston Veterinary Referral Center (CVRC), la diagnosi è stata netta: rottura del legamento crociato craniale del ginocchio destro.

Il cane Aloka dopo l’intervento al ginocchio si sta riprendendo e presto tornerà in cammino (Foto -amoreaquattrozampe.it)

La storia di Aloka ha incontrato a questo punto la generosità umana. La dott.ssa Patti Sura e il team del CVRC hanno deciso non solo di operare, ma di coprire interamente i costi dell’intervento. “È un privilegio piuttosto che un obbligo,” ha dichiarato il centro medico. L’operazione, una osteotomia di livellamento dell’osso tibiale, è andata benissimo. Ciò che rende questa vicenda particolarmente toccante è il processo decisionale dei monaci. Come spiegato da Sophy Jesty, direttrice medica del centro, i religiosi hanno rifiutato soluzioni temporanee o palliative. Nonostante la fretta di raggiungere Washington per la scadenza di febbraio, hanno scelto di fermarsi per permettere ad Aloka di guarire correttamente. “Hanno messo Aloka al primo posto,” ha riferito Jesty. Questa scelta riflette profondamente l’insegnamento buddista: non si può promuovere la pace nel mondo se si ignora la sofferenza dell’essere che ci è più vicino. La responsabilità di decidere per un animale è stata definita dai medici come “un peso grande, ma bellissimo”.

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Ora Aloka è in fase di convalescenza. Il suo programma di recupero è rigoroso: potrà camminare solo per dieci minuti, sei volte al giorno, con incrementi graduali ogni settimana. Durante i tratti più lunghi della marcia verso la capitale, Aloka viaggerà a bordo del veicolo di supporto, un camper che funge da rifugio e clinica mobile. Il gruppo ha confermato che Aloka scenderà dal veicolo durante le soste strategiche per salutare i sostenitori. Entro due o tre mesi, Aloka potrà tornare a correre e camminare senza alcun dolore. La vicenda di Aloka ci ricorda che il cammino verso la pace non è una corsa contro il tempo, ma un processo di cura. A volte, percorrere migliaia di chilometri non è difficile quanto avere il coraggio di fermarsi quando qualcuno sta soffrendo. (di Elisabetta Guglielmi)

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

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Elisabetta Guglielmi

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