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Il cane perde troppo pelo durante il soggiorno: costretti a pagare un extra

Nell’alloggio della vacanza il cane perde troppo pelo e, quindi, i proprietari sono costretti a pagare un extra, ecco com’è andata.

Pastore Tedesco (Pixabay-Amoreaquattrozampe.it)

Il protagonista di questa storia è un cane che ha vissuto una bellissima vacanza con i suoi genitori umani, ma la sua presenza ha poi creato qualche problema. Una donna, molto felice del suo periodo di riposo nella casa vacanze, ha poi ricevuto un messaggio dal titolare il quale le richiedeva una spesa extra per le pulizie perché il cane aveva perso troppo pelo e non era permesso portare animali. Ci sono stati errori e fraintendimenti e sui social si è scatenato il dibattito per questo episodio, ma conosciamo meglio tutti i dettagli.

Il cane perde troppo pelo durante il soggiorno: costretti a pagare un extra

Maddie ha deciso di andare a trascorrere le sue vacanze a Columbus, Ohio, negli Stati Uniti. Ha prenotato con largo anticipo e ha scelto una casa vacanze “pet friendly” decisa a portare con sé il suo Pastore Tedesco, Judge.

Pastore tedesco (Pixabay-amoreaquattrozampe.it)

Maddie ha anche inserito il nome del suo amico a quattro zampe nella prenotazione e ha trascorso delle vacanze meravigliose, tanto da aver dato una recensione molto positiva alla casa e allo staff. Nulla di strano, migliaia di persone avevano assegnato 5 stelle a quel posto di villeggiatura.

Dopo pochi giorni, però, ecco che l’host chiede a Maddie un extra per le pulizie: il suo cane ha lasciato troppo pelo nella casa. Inoltre, le regole non sarebbero state rispettate perché la casa non poteva accogliere animali domestici. Anche il titolare dell’alloggio le ha scritto una mail dicendo che serve un servizio extra di pulizie che deve essere pagato.

La donna si è sfogata sui social sulla vicenda: lei aveva prenotato una casa con dicitura “pet friendly” e di questo ne era assolutamente convinta. La vicenda ha destato un dibattito molto acceso sui social. C’è chi ha trovato inopportuno il comportamento della struttura “per un po’ di pelo di cane”, altri hanno pensato che Maddie poteva gestirla diversamente.

Pastore Tedesco al sole (Pixabay-Amoreaquattrozampe.it)

Alla fine si è risolto tutto. Maddie non ha dovuto pagare nulla perché la compagnia ha controllato ed effettivamente era stata inserita l’espressione “pet friendly” su Airbnb per errore in una casa in cui non erano ammessi animali domestici.

Nessuna colpa di Maddie o di Judge, anche il personale ha fatto il lavoro corretto e lo ha segnalato anche sui social dicendo di aver risolto la situazione con il cliente.

Diana Cavalieri

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Diana Cavalieri

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