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Cani e gatti riconoscono le malattie: la risposta della scienza

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Cani gatti malattie (Pixabay)

Cani e gatti riconoscono le malattie, secondo molti osservatori ma c’è ancora molto scetticismo sul tema: la risposta della scienza.

Gli animali possono fiutare le malattie? A lungo la scienza ha provato a fare chiarezza rispetto a questa domanda e anche la fiction si è interessata al problema. Ad esempio, il Doctor House, nel diciottesimo episodio della serie numero cinque, viene contattato da un’infermiera che è convinta di star per morire. Nella casa di riposo in cui lavorava, infatti, c’era una gatta di nome Debbie che si accucciava vicino ai pazienti moribondi e aveva scelto proprio la sanitaria. Il cinico House bolla ovviamente come antiscientifica la tesi, in realtà quando la gatta si avvicina a una persona, quella muore. Cosa accade? Il felino sceglie i morituri perché sente il calore della febbre alta o delle coperte termiche.

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La risposta della scienza alle domande sulle diagnosi degli animali

Dalla finzione alla realtà: un altro gatto, Oscar, attivo alla clinica Steere House di Providence (Stati Uniti), sembrava davvero capace di prevedere quando qualcuno era sul punto di morire. Le prime ricerche sulla possibilità che gli animali prevedano le malattie risalgono a fine anni Ottanta con il dobermann inglese che individuava i melanomi: quella notizia venne lanciata dalla rivista Lancet nella ricerca dal titolo Sniffer dogs in the melanoma clinic? di H. Williams e A. Pembroke. In Italia, Gianluca Taverna, responsabile della sezione di Patologia prostatica all’ospedale Humanitas mater Domini di Castellanza, ha dato vita a uno studio in collaborazione con il ministero della Difesa e l’Esercito Italiano. Proprio partendo dalle esperienze precedenti, si addestrarono due pastori tedeschi a rilevare componenti chimici legati al cancro alla prostata nelle urine.

I cani ci azzeccavano nel 98% dei casi, un dato straordinario se si pensa che con la biopsia prostatica e il PSA (antigene prostatico specifico), l’accuratezza è solo del 35%. Al momento questo è stato uno studio scientifico, che potrebbe avere si spera presto un approccio clinico, diventando importante anche nella diagnosi precoce di altre forme tumorali. Su Psychology Today invece è apparso un articolo che sostiene come il cane possa aiutare anche a prevenire gli attacchi di emicrania, altri approcci scientifici spiegano che il miglior amico dell’uomo è in grado di rilevare il diabete, percependo le variazioni dei livelli di glucosio nel sangue. In altri casi ancora, l’animale domestico si è rivelato un vero e proprio salvavita.

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