Chiudevano il loro cagnolino in uno sgabuzzino al buio per punirlo: è il quattro zampe stato salvato e ora cerca una famiglia che lo ami davvero.
TORINO – Una prigione d’ombra, soffocante e priva di qualunque pietà, nascosta nel quotidiano andirivieni di un condominio torinese. Era questa la realtà quotidiana a cui era stato condannato Cicci, un piccolo Chihuahua maschio di nove anni. La sua unica “colpa”? Non aver mai imparato ad attendere i tempi e i ritmi del suo compagno umano per fare i propri bisogni fisiologici. Un limite etologico e gestionale che la sua famiglia ha deciso di punire con la reclusione forzata, trasformando un banale problema domestico in un vero e proprio incubo fatto di isolamento, oscurità e privazioni.

La vicenda, emersa grazie a un comunicato diffuso dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) il 9 ottobre 2026, ricostruisce una storia di maltrattamento silenzioso ma spietato. Per impedire che l’animale sporcasse le pareti di casa, Cicci è stato confinato all’interno di un piccolo locale adibito a deposito, situato nel cortile del condominio, staccato e distante dall’abitazione principale.
Salvato dall’inferno di metallo: il dramma del chihuahua Cicci e la vittoria della solidarietà a Torino
Lì dentro, al buio, circondato da oggetti accatastati e privo persino di una ciotola d’acqua, il cagnolino trascorreva gran parte delle sue giornate. Le uniche interruzioni a questa condanna erano brevi uscite di pochi minuti, insufficienti a garantite la dignità di un essere vivente. La reclusione è proseguita ininterrottamente anche durante i mesi estivi, quando l’ondata di calore e le temperature elevatissime hanno trasformato quel box di metallo in una vera e propria trappola termica, mettendo a serio rischio la sua sopravvivenza.
Se questa storia ha potuto avere un epilogo diverso, il merito è della determinazione di un cittadino che ha rifiutato l’indifferenza. Allarmata dalle condizioni precarie in cui il cane versava, una persona della zona ha deciso di intervenire, richiedendo un primo sopralluogo alla Polizia Municipale. Nonostante l’atto iniziale non sia riuscito ad azzerare la situazione di pericolo per l’animale, la segnalante non si è arresa.
Spinta dal desiderio di restituire speranza alla creatura, la persona si è rivolta direttamente allo Sportello LAV contro i maltrattamenti sugli animali di Torino. La risposta dell’associazione è stata immediata: i volontari si sono recati celermente sul posto per verificare la veridicità dell’allarme. All’arrivo dei soccorritori, la conferma del dramma è giunta da dietro una pesante porta d’acciaio: un abbaio spaventato, soffocato dal buio del locale, segnalava la presenza del piccolo cagnolino intrappolato.
Di fronte all’evidenza dell’abuso e al concreto pericolo di vita per l’animale, i volontari della LAV hanno richiesto l’intervento urgente dell’Arma dei Carabinieri. Arrivati sul posto nel giro di pochi minuti, i militari hanno accertato la gravità e l’urgenza della situazione. Constatata la totale impossibilità di rintracciare nell’immediato il proprietario dell’immobile e custode del cane, la forza pubblica ha sollecitato l’ausilio dei Vigili del Fuoco.

Le operazioni di recupero sono state studiate con cura per evitare traumi al cane e danni strutturali. Per impedire che il Chihuahua potesse spaventarsi o tentare una fuga disperata durante lo scasso della porta principale, i Vigili del Fuoco hanno optato per un’azione chirurgica: Cicci è stato tratto in salvo facendolo passare con delicatezza attraverso una piccola finestrella del locale. Una volta estratto, il piccolo cane è stato subito preso in carico dai volontari dell’associazione, che hanno fornito supporto logistico alle operazioni di sequestro penale condotte dai Carabinieri, trasferendo l’animale in un rifugio sicuro e idoneo.
Il riscatto di Cicci non cancella purtroppo i segni profondi lasciati da mesi di privazioni. I primi accertamenti veterinari hanno evidenziato una situazione clinica complessa e delicata, aggravata dall’età avanzata dell’animale e dal lungo periodo di reclusione al buio. Gli esami medici hanno riscontrato un importante ingrossamento del cuore e un concreto rischio di edema polmonare, conseguenze dirette dello stress prolungato e delle temperature estreme patite all’interno del deposito.
Nonostante il quadro sanitario compromesso, per Cicci si apre oggi un capitolo completamente diverso. L’animale è stato sottoposto a cure farmacologiche tempestive e inserito in un programma di recupero emotivo. La LAV, esprimendo un sentito ringraziamento ai Carabinieri e ai Vigili del Fuoco per il supporto decisivo e la sensibilità dimostrata, ha già avviato le procedure per cercare una nuova sistemazione per il Chihuahua.
L’obiettivo è ora trovare una famiglia speciale, capace di donargli le attenzioni, il rispetto e l’affetto di cui è stato privato per troppi anni. Dopo l’incubo vissuto nel box di Torino, Cicci aspetta solo di conoscere la calore di una vera casa e la dolcezza di una carezza sincera.