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Il decreto Speranza sui farmaci umani per animali non convince i veterinari

Il nuovo decreto del ministro Speranza sui farmaci umani utilizzati per gli animali ha destato numerose preoccupazioni dell’associazione dei veterinari, a quanto pare infatti la prescrizione di farmaci ad uso animale diventerebbe “uno slalom fra paletti, limitazioni e divieti che di fatto vanificano il principio della miglior convenienza economica”.

In una nota infatti l‘ANMVI (associazione nazionale medici veterinari) ha voluto esprimere il suo giudizio  negativo sulla questione farmaci umani da prescrivere agli animali.

Nella nota si può leggere infatti “Non basterà la parità del principio attivo per poter prescrivere il medicinale ad uso umano che costa meno” l’associazione ci ha tenuto anche a precisare la mancanza di corrispondenza tra gli annunci che il ministro Speranza aveva annunciato nel mese di Aprile e il testo pubblicato sulla gazzetta ufficiale.

Secondo l’associazione dei veterinari infatti il decreto emanato costringerebbe i medici a dover affrontare una gincana che vanificherebbe l’intento della convenienza economica secondo l’ ANMVI infatti : “il medicinale ad uso umano potrà essere prescritto al paziente solamente in presenza di ulteriori pre-condizioni” ovvero nel caso in cui il medicinale veterinario non vada bene per l’animale in cura.

Se infatti si pensava che questo nuovo decreto potesse portare ad un risparmio economico l’associazione dei veterinari ha dei seri dubbi in quanto sembrano esserci delle ” Forti limitazioni” “Non solo perché l’Aifa potrà precluderlo alla prescrizione veterinaria (una novità assoluta) ma anche perché vengono vietate all’impiego veterinario alcune classi di medicinali antibiotici ad uso umano”.

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Il sorriso del ministro della Salute, Roberto Speranza (Getty Images)

Roberto Speranza del decreto aveva asserito :
“Si tratta di un provvedimento di equità atteso da diversi anni da milioni di cittadini. Una scelta che consentirà di garantire con più facilità le cure per gli animali domestici e un risparmio importante per tantissime famiglie italiane. Questa avvenuta oggi è una rivoluzione sul piano culturale, oltre che animale”.

Ma a quanto pare i veterinari non la vedono nello stesso modo contestando soprattutto la decisione sugli antibiotici per il quale è stato decretato che il veterinario è obbligato a procedere con dei test “Una verifica che può richiedere fino a sette giorni e che rischia di ritardare il trattamento di infezioni gravi negli animali da compagnia. Per questo, la veterinaria europea chiede di sviluppare test rapidi”.

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Loriana Lionetti