L’incredibile storia di Dobby, il micio con due orecchie in più che dimostra quanto la diversità possa essere un vantaggio per tutti.

Gli animali con bisogni speciali non rappresentano un problema, anzi. Sono piuttosto una testimonianza della bellezza della diversità e dell’importanza dell’inclusione. È il caso di Dobby, un gattino nero di appena sette mesi che, in Alabama, è diventato il simbolo di come la diversità possa trasformarsi in una bellezza magnetica e straordinaria. Il manto scuro e lucido del felino e la sua anomalia genetica rappresentata dalla presenza di quattro orecchie ha, naturalmente, conquistato il mondo dei social network. Ma tra i tantissimi follower conquistati sul web, ci sarà qualcuno che lo adotterà?
La storia del gattino Dobby: il felino a quattro orecchie dal manto nero lucido conquista il mondo del web
A prima vista, osservando Dobby, pensano che ci sia un errore della prospettiva fotografica. Ma in realtà Dobby possiede davvero quattro orecchie. Due padiglioni auricolari standard, ritti e pronti a captare ogni minimo fruscio, sono affiancati da altre due appendici più piccole, poste subito dietro le principali. Questa rarissima mutazione genetica lo rende un pezzo unico nel mosaico della biodiversità felina, ma dietro questa “meraviglia” anatomica si cela una narrazione molto più umana, fatta di distacchi, resilienza e speranza.

La condizione di Dobby è il risultato di una combinazione genetica recessiva estremamente insolita. Spesso, nel caso di mutazioni così evidenti, la prima preoccupazione riguarda la salute dell’animale. Tuttavia, la storia di questo cucciolo smentisce ogni timore. Secondo le osservazioni dei veterinari e dei volontari che lo hanno in cura, le sue orecchie supplementari sono puramente estetiche.
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Dobby sente alla perfezione, non soffre di problemi di equilibrio e non presenta malformazioni interne legate a questa specifica anomalia. L’unico “difetto”, se così si può chiamare, è un piccolo problema dentistico che richiederà un intervento di routine nei prossimi mesi. Per il resto, Dobby è l’immagine stessa della vitalità: un gatto nero come la pece, con una coda curiosamente corta e arricciata, che corre e gioca con la stessa coordinazione di qualunque suo simile.

Questa condizione ci ricorda che la natura non sempre segue la simmetria perfetta, e che l’anomalia non è sinonimo di disabilità. Nel caso di Dobby, la mutazione è diventata il suo tratto distintivo che ha acceso i riflettori su di lui, ma che non definisce la sua qualità di vita. La vita di Dobby non è stata priva di ostacoli. Prima di diventare una piccola celebrità sui social media, in particolare su Reddit (grazie all’utente u/flydove7), Dobby era solo un gatto che aveva perso la sua stabilità.
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La sua prima famiglia si è trovata costretta a una scelta dolorosa: la convivenza tra il giovane Dobby e il gatto anziano di casa si era rivelata impossibile, nonostante i ripetuti tentativi di integrazione. È un dramma comune nel mondo dei rifugi: non è la mancanza d’amore a spingere verso la rinuncia, ma l’impossibilità di garantire l‘armonia domestica. Così, a soli sette mesi, Dobby si è ritrovato a dover ricominciare da zero.

È qui che entra in gioco la rete di solidarietà del Kitty Kat Haven & Rescue, un rifugio dell’Alabama specializzato nel dare una seconda possibilità ai felini meno fortunati. Stephanie Brown, la volontaria che lo ha accolto in affido temporaneo (fostering), ha capito immediatamente che Dobby non era solo “il gatto con quattro orecchie”. Era un cucciolo fragile che necessitava di un ponte morbido tra il trauma dell’abbandono e una nuova vita definitiva.
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Ciò che colpisce chiunque incontri Dobby non è tanto la sua morfologia, quanto la sua straordinaria attitudine. Con gli altri gatti il micetto mostra una pazienza e un rispetto rari per la sua età, segno di un’indole equilibrata e profondamente socievole. Le sue fusa sono rumorose e immediate, un linguaggio universale che non ha bisogno di orecchie extra per essere compreso. Questa sua estrema dolcezza solleva una riflessione importante sul processo di adozione. Spesso, gli animali con caratteristiche fisiche insolite vengono adottati per il gusto della novità o per l’estetica “particolare”. Tuttavia, il rischio è che una volta svanito l’effetto sorpresa, rimanga solo l’impegno di gestire un essere vivente con le sue necessità quotidiane.
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Oggi Dobby è in attesa. Aspetta una famiglia che guardi le sue quattro orecchie con tenerezza per un istante, per poi dimenticarsene e concentrarsi solo sul suo bisogno di affetto. La storia di Dobby ci insegna che essere speciali non significa essere diversi. La sua mutazione è un dettaglio, un accento su una frase che parla di amore, gioco e appartenenza. Mentre le sue foto continuano a raccogliere migliaia di “like” e commenti carichi di stupore, Dobby continua la sua routine nel rifugio: insegue palline di carta, dorme acciambellato ai piedi del letto e aspetta quel rumore di chiavi nella toppa che significherà, finalmente, di essere arrivato a casa. Quella vera. (di Elisabetta Guglielmi)