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Dopo una fuga, finisce in canile prima di Natale: aveva il microchip ma lo hanno soppresso

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Una realtà raccapricciante quella dei canili negli Usa dove vige ancora l’eutanasia sui cani, trovati o abbandonati. Il tempo di permanenza dei pelosi recuperati per le strade varia in base ai diversi stati e alle città. Non a caso, proprio negli Stati Uniti sono sorte numerose associazioni dette “no-kill”, contro la soppressione dei cani, che come la nota Hope for Paws, cercano di recuperare i cani per tutelarli e donare loro una seconda opportunità. Spesso, gli stessi volontari lanciano degli appelli strazianti sui social per far adottare degli esemplari inseriti nella lista dei cani da sopprimere, riuscendo a salvarli, in una corsa contro il tempo.

Purtroppo, non tutte le storie sono a lieto fine e anche esemplari di proprietà, che magari sono scappati dal giardino di casa, con tanto di microchip, se non vengono richiesti dopo pochi giorni, rischiano di essere soppressi.

E’ quanto accaduto ad una famiglia di Henderson che il giorno prima di Natale aveva smarrito il proprio cane, scappato, di casa e recuperato dal canile municipale di Henderson, cittadina nello Stato del Nevada. Lo sceriffo della Contea aveva rassicurato i famigliari, invitandoli a recarsi al canile dopo Natale in quanto la struttura sarebbe rimasta chiusa. La famiglia ha seguito il suggerimento dello sceriffo e si è presentata al canile il 27 dicembre, all’indomani di Santo Stefano, facendo un’amara scoperta: ovvero, il cane era stato soppresso.

 

Jake Jarvis, la proprietaria del cane di nome Indy, si è lasciata andare ad uno sfogo con i media, esprimendo il proprio sconforto per tutta la vicenda: “Aveva il microchip, non capisco come si può sopprimere un membro di famiglia, senza neanche mettersi in contatto con i proprietari. L’abbiamo recuperata senza vita e sepolta nel nostro giardino assieme a nostra figlia”.

“Abbiamo anche un figlio di nove mesi e la sua prima parola è stata Indy”, ha poi aggiunto la donna, profondamente rammaricata, in quanto lo stesso sceriffo aveva contattato il canile che aveva rassicurato sulle buone condizioni del cane: “Mi hanno detto di andarlo a prendere il martedì dopo Natale e mi ha assicurato che stava bene”.

Purtroppo, il regolamento prevede che i cani siano soppressi dopo 72 ore dal loro arrivo. Gli operatori hanno riferito che di norma viene fatto il possibile per mettersi in contatto con i proprietari ma spesso quando non riescono ad individuarli devono in ogni caso applicare le regole previste.

L’unica cosa che è rimasta è il collare di Indy: “Ogni volta che lo porto con me mi rende felice e quando non lo vedo provo una profonda tristezza”, ha conclusa la padrone del cane.