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Gatti in affitto nel negozio: dopo le proteste arriva la chiusura

In un negozio dei gatti venivano messi in affitto anche per sole 24 ore: un giorno per intero, per poi riportarli dentro l’esercizio commerciale. La protesta si è alzata a gran voce, il negozio è stato chiuso.

Gatti In Affitto Negozio Cina
Un gatto in vetrina dentro un negozio (Getty Images)

Non sempre le novità portano giovamento, anzi, alcune volte mettono in seria discussione la vita degli altri, soprattutto dei nostri amici a quattro zampe. Cosa che è successo dentro un negozio di una cittadina cinese, dove dei gatti venivano dati in affitto a dei clienti anche per sole 24 ore.

Immaginate voi cosa ci potrebbe essere dietro un movimento continuo di questi animali da una parte all’altra della città solo per soddisfare le esigenze di qualche “balordo” senza cuore che non recepisce cosa voglia dire avere un animale dentro casa o prendersi cura di qualcuno per il resto della propria vita. Ora, però, il negozio ha chiuso i battenti per un motivo ben preciso, che non è passato inosservato.

I gatti non possono stare in affitto: il negozio chiude dopo la protesta di molti animalisti del posto

Gatti In Affitto Negozio Cina
Un negozio cinese dove si potevano trovare gatti in affitto (Getty Images)

Immaginate di entrare in un negozio e di trovarvi dinanzi un gatto in vetrina, con un cartellino appeso al collo, pronto per essere dato in affitto anche per sole 24 ore al giorno. Un gesto ignobile che ognuno di noi dovrebbe rifiutare senza se e senza ma. In Cina, invece, fino a poco tempo fa, non è stato così.

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Esattamente nella città di Chengdu, nella provincia cinese di Sichuan, all’interno di un centro commerciale c’era un negozio che dava dei felini in affitto a chiunque voleva prenderli con sé, anche per sole 24 ore e poi riportarli indietro. Tutto ad un pezzo davvero stracciato.

Cosa non si fa per i soldi? Cosa può portare un sistema capitalistico? A mettere in vetrina tutto. Ma gli animalisti del posto, dopo aver intercettato volantini e il negozio in questione si sono fatti avanti per protestare e chiedere la chiusura dell’esercizio commerciale.

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Più che esercizio commerciale possiamo chiamarlo con il suo vero nome: un abominio a tutti gli effetti. Il negozio, dopo le varie proteste, è stato chiuso perché ritenuto dannoso nei confronti della salute dei felini esposti in vetrina. Anche tutti i volantini sono stati fatti sparire. Ora, i gatti, potranno tornare a condurre una vita libera, senza dover essere l’oggetto del desiderio di qualche squinternato o squinternata.