Una vicenda terribile accaduta ad un cane anziano: interviene l’attivista per i diritti degli animali, Enrico Rizzi.
L’hanno legata presumibilmente con una corda ad un tavolo di legno per poi cominciare a picchiarla ripetutamente fino a procurarle una profonda ferita all’occhio sinistro e ferite da taglio in altre parti del corpo.
L’hanno trovata così, alcuni cittadini di Bacoli, in provincia di Napoli. Giulietta, 13 anni, è una cagnolona di media taglia, amata da molte persone che se ne prendevano cura da tempo.
Non ha mai mostrato segni di aggressività nei confronti di nessuno. Viveva in strada serena e chiedeva soltanto un po’ di cibo e dell’acqua. Eppure qualcuno sprovvisto di umanità e sensibilità, ma dotato di una impressionante cattiveria, ha deciso di massacrarla di botte, forse consapevole del fatto che mai varcherà la porta del carcere e quindi perfettamente consapevole della sua impunità.
Il sindaco di Bacoli, intervenuto immediatamente dopo aver appreso la notizia, ha anche rivolto un appello pubblico alla cittadinanza per raccogliere eventuali testimonianze: «Chi sa qualcosa deve parlare perché rimanere in silenzio vuol dire essere complici di questa cattiveria davvero inaudita».
Giulietta è stata immediatamente soccorsa da una clinica veterinaria e successivamente affidata alla famiglia che da anni se ne prendeva cura e che ha deciso di ospitarla in casa.
Il caso ha scosso davvero l’opinione pubblica ed ha visto l’intervento sui social di migliaia di cittadini che a gran voce hanno chiesto alle autorità di attivarsi per individuare il responsabile.
L’episodio ha fatto registrare anche l’intervento del deputato On. Francesco Emilio Borrelli, che ha parlato senza alcuna esitazione di pericolo sociale: “Siamo di fronte a un atto di una violenza nei confronti di un animale indifeso, davvero senza precedenti. Chi infierisce in questo modo su un essere vivente indifeso è un individuo socialmente pericoloso che deve essere fermato immediatamente e le nostre attuali normative non lo consentono. Bisogna inasprire le pene”.
Le indagini per risalire all’autore (o agli autori) della violenza sono tutt’ora in corso e si spera, frattempo, che l’animale possa guarire. Ad oggi infatti il medico veterinario che ha in cura l’animale, parla di prognosi riservata.
6 febbraio 2026
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