Hanno mangiato cemento per non morire di fame: la storia di Frankie e Froggy spezza il cuore

Una storia che non avremmo mai e poi mai voluto leggere ma, purtroppo, vi dobbiamo raccontate. Non è così semplice, anzi.

Quando diciamo che ci sono storie dure ed altre meno, è assolutamente così. Quella di oggi rientra in quelle molto dure da dover affrontare.

cani in gabbia
Hanno mangiato cemento per non morire di fame: la storia di Frankie e Froggy spezza il cuore -amoreaquattrozampe.it

Parliamo di due cagnolini che hanno mangiato cemento per sopravvivere. Andiamo a vedere insieme nel dettaglio la loro storia.

Frankie e Froggy, sopravvissute mangiando cemento

La storia di oggi inizia in quello che tutti pensavano un allevamento di cani nella Louisiana ma si sono trovati davanti ai loro occhi qualcosa di ben diverso. Uno scenario che difficilmente si dimenticheranno. Animali in condizioni davvero critiche, tanti di loro ridotti alla fame.

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Frankie e Froggy, sopravvissute mangiando cemento- amoreaquattrozampe.it

Tra di loro c’erano anche due piccoli Bulldog francesi che si distinguevano dagli altri per qualcosa di molto particolare, erano veramente inseparabili, anche nella difficoltà che stavano vivendo. Frankie e Froggy erano si compagni di gabbia, ma erano sopravvissuti insieme.

L’operazione dell’Animal Rescue Corps è nata dopo una segnalazione di un gravissimo caso di maltrattamento. Una volta entrati nella struttura hanno trovato un totale di 41 cani i condizioni critiche. Tantissimi erano denutriti, senza cure veterinarie e molto, ma molto debilitati.

L’intervento ha chiesto una azione coordinata con il trasferimento immediato degli animali in strutture di sicurezza e l’inizio delle prima cure. Frankie e Froggy sono arrivati in condizioni difficilissime, quasi estreme, secondo gli operatori.

Senza energie ma rimanevano sempre uno vicino all’altro, sembrava come se si sostenevano a vicenda. La loro situazione fisica raccontava una storia di privazioni. Frankie, tra i due, era quello in condizioni più gravi ed ha sorpreso anche i soccorritori esperti.

Ci sono alcuni dettagli poi che sono emersi dopo gli esami veterinari. Nello stomaco di Frankie sono stati trovati materiali anomali. Il cane, spinto probabilmente dalla fame, ha ingerito del cemento preconfezionato che si trovava nelle struttura.

Un gesto veramente disperato per cercare di sopravvivere. Fortunatamente il cane è riuscito ad espellere questo materiale e si è ripreso piano piano. Da subito è apparso chiarissimo che i due cani non potevano essere divisi in nessun modo.

Loro erano una forma di sicurezza l’uno per l’altro, separarli voleva dire disorientarli ed aumentare i traumi. Come possiamo immagine, dopo il salvataggio hanno iniziato un percorso di alimentazione controllata in un ambiente protetto per riprendersi.

Stando ai responsabili dell’Arc, il percorso, oltre alla riabilitazione fisica prevede anche la fiducia. Molti devono imparare, nuovamente, come interagire con le persone o come sentirsi al riparo. Per Frankie e Froggy il peggio è alle spalle ma non si è concluso il percorso. Fortunatamente adesso potranno andare verso la possibilità di una nuova vita insieme.

Come aiutare un cane a superare un trauma

Un’esperienza traumatica può lasciare segni profondi anche nei cani. Un abbandono, un incidente, il trasferimento in una nuova casa o situazioni di forte stress possono modificare il loro comportamento, rendendoli più timorosi, diffidenti o insicuri. Riconoscere questi segnali è il primo passo per aiutarli a ritrovare serenità e fiducia.

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Come aiutare un cane a superare un trauma- amoreaquattrozampe.it

Il recupero richiede soprattutto pazienza. Un cane che ha vissuto un trauma ha bisogno di sentirsi al sicuro attraverso una routine stabile, fatta di orari prevedibili, passeggiate regolari e momenti di tranquillità. Evitare forzature è fondamentale: costringerlo ad affrontare ciò che teme può aumentare il disagio. Al contrario, piccoli progressi accompagnati da rinforzi positivi, come carezze, parole dolci o premi, contribuiscono a costruire nuove associazioni positive.

Anche il linguaggio del corpo del proprietario gioca un ruolo importante. Un atteggiamento calmo, coerente e rassicurante trasmette sicurezza e favorisce il recupero emotivo dell’animale. Nei casi più complessi, il supporto di un medico veterinario o di un educatore cinofilo specializzato può fare la differenza, individuando il percorso più adatto alle esigenze del cane.

Con amore, tempo e comprensione, molti cani riescono a superare le ferite del passato e a riscoprire il piacere di vivere una vita serena accanto alla propria famiglia.