Una notizia davvero incredibile che ha lasciato senza parole tutti, andiamo a vedere che cosa ha scosso anche il Senato.
Sembra incredibile che il Senato si possa mobilitare per una azione che riguarda gli animali ma questa volta sembra completamente diverso dal solito.

Andiamo a vedere cosa è accaduto alla fauna in questo caso. Siamo assolutamente certi di avervi incuriosito quindi, non ci perdiamo in troppe chiacchiere e scopriamolo insieme.
La denuncia che lascia senza parole anche il Senato
Prosegue oggi in Senato l’iter parlamentare del Disegno di legge n. 1552, il provvedimento che punta a modificare l’attuale disciplina dell’attività venatoria prevista dalla legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica. Nella giornata di ieri l’Aula di Palazzo Madama ha respinto le questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, consentendo così al testo di proseguire il proprio percorso parlamentare.

Tra le voci critiche nei confronti della riforma c’è quella della deputata del Partito Democratico Eleonora Evi, che contesta l’impostazione del provvedimento e il suo rapporto con i principi introdotti nella Costituzione.
“Non mi sorprende – commenta a Kodami Eleonora Evi – dal momento che c’è una maggioranza schiacciante che fa il bello e cattivo tempo anche in violazione palese di quelle che sono le indicazioni della nostra Costituzione. Abbiamo modificato la Costituzione inserendo l’articolo 9 che riguarda la tutela degli animali. Questa tutela deve essere rappresentata anche attraverso le leggi ordinarie dello Stato e, secondo me, in questa normativa ciò non viene minimamente considerato. Basti pensare ai richiami vivi, una pratica che ritengo crudele e in contrasto con i principi di tutela sanciti dall’articolo 9″.
La deputata riferisce inoltre di aver presentato, negli ultimi dieci mesi, otto interrogazioni parlamentari sul Disegno di legge senza aver ricevuto risposta dal Governo. Evi richiama anche una lettera inviata dalla Commissione europea al Governo italiano nel dicembre 2025, nella quale sarebbero state espresse osservazioni sul provvedimento.
Nel frattempo il testo ha già ottenuto il primo via libera in Commissione al Senato, dove è stato approvato anche l’emendamento 6.71, che, secondo quanto previsto, consentirebbe l’esercizio dell’attività venatoria anche nel demanio marittimo.
“La maggioranza sta proseguendo nonostante le norme europee e le procedure di infrazione aperte nei confronti dell’Italia – prosegue Evi –. È sconcertante che non siano stati presi in considerazione i pareri espressi dalla Commissione Giustizia, dalla Commissione Affari Costituzionali e dalla Commissione Politiche dell’Unione europea, che hanno richiamato anche le criticità legate alle modifiche della legge 157”.

Secondo la deputata, il Disegno di legge rappresenta “il più grande attacco alla natura degli ultimi decenni”. Tra le questioni sollevate figurano la richiesta di maggiore trasparenza sull’utilizzo dei fondi destinati ai danni provocati dalla fauna selvatica, i possibili rischi sanitari legati all’impiego del piombo nelle munizioni e la gestione delle uccisioni illegali di lupi e altri animali selvatici.
Le critiche al provvedimento non arrivano soltanto dalle opposizioni parlamentari. Il Disegno di legge, promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste guidato da Francesco Lollobrigida, è stato contestato anche da numerosi rappresentanti del mondo scientifico e della tutela degli animali, tra cui etologi, veterinari, esperti di fauna selvatica e associazioni ambientaliste e animaliste.
Sul tema della tutela della natura è intervenuto anche Papa Leone XIV che, rispondendo a una lettera inviata dalla Lipu, ha definito la salvaguardia del creato una “questione di grande rilevanza sociale e morale”.