Macaco Punch e polemiche online: lo zoo chiarisce cosa sta davvero succedendo

Dopo la diffusione della storia del macaco Punch sui social scatta la polemica online: lo zoo chiarisce cosa sta davvero succedendo.

Il macaco dello zoo
Lo zoo di Ichikawa invita al rispetto piuttosto che al pietismo: “Il macaco Punch non è bullizzato e non dobbiamo ricavarci profitto” (Screenshot video Instagram @ansiatotale – amoreaquattrozampe.it)

Lo zoo di Ichikawa difende la dignità del macaco giapponese contro il pietismo dei social e oltre la narrazione strappalacrime. Torna sotto i riflettori la storia di Punch, il cucciolo di macaco giapponese (Macaca fuscata) ospitato presso il Giardino Zoologico e Botanico della città di Ichikawa, in Giappone. La sua storia, diventata virale, è il perfetto esempio di come l’emotività umana possa offuscare la comprensione scientifica del comportamento animale, trasformando una complessa dinamica sociale in un dramma sui social.

La narrazione dello zoo giapponese riguardo al macaco Punch: la dignità del cucciolo oltre la narrazione strappalacrime

Nato nel luglio 2025, Punch ha conosciuto il lato più crudo della natura a pochi istanti dal suo primo respiro. A causa di un parto particolarmente difficile, la madre lo ha rifiutato. In natura, questo sarebbe stato l’inizio di una fine rapida. Nello zoo di Ichikawa, è stato l’inizio di un esperimento di sopravvivenza emotiva. L’immagine di Punch che trascina il suo pupazzo arancione, un piccolo orango di peluche, è diventata virale sui social media sotto l’hashtag #TieniduroPunch. Alcuni dei filmati più toccanti del piccolo Punch possono essere visti cliccando su questo link di Instagram. Per i primati, l’attaccamento alla madre è una necessità biologica primaria. Negli anni ’50, lo psicologo Harry Harlow dimostrò, attraverso esperimenti oggi controversi ma rivelatori, che i piccoli di macaco preferivano una “madre” di stoffa calda e morbida rispetto a una “madre” di metallo che forniva latte ma nessun conforto tattile. Il contatto fisico è il linguaggio attraverso cui il cervello dei primati riceve il segnale di “sicurezza”. Senza di esso, l’organismo entra in uno stato di stress cronico che può compromettere lo sviluppo cerebrale e sociale.

Cucciolo di macaco trova conforto nel suo peluche
Il piccolo macaco trascina il pupazzo per lo zoo (Screenshot video Instagram @ansiatotale – amoreaquattrozampe.it)

Il rifiuto materno attiva nei cuccioli aree del cervello associate al dolore fisico. Il pupazzo è diventato per il piccolo macaco il punto di riferimento da cui partire per esplorare l’ambiente circostante. Il percorso di Punch non è stato privo di ostacoli. Dopo essere stato svezzato e accudito dai custodi umani, il piccolo ha dovuto affrontare la prova più difficile: l’integrazione nel gruppo dei suoi simili. Inizialmente, il branco lo ha respinto. Senza una madre che lo proteggesse e lo introducesse nelle gerarchie sociali, Punch era un estraneo. In quei giorni di isolamento, il peluche è diventato per il cucciolo l’unica ancora di salvezza. Un esemplare del gruppo, una scimmia di nome Onsing, ha iniziato a mostrare segni di interesse e protezione verso il piccolo. Le immagini più recenti mostrano Punch che gioca e si arrampica su esemplari più grandi.

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Il fenomeno mediatico scatenatosi attorno allo zoo di Ichikawa è senza precedenti. Decine di visitatori si mettono in fila ogni giorno per salutare Punch, dopo aver visto le sue foto sul web. Il peluche, che per i biologi è uno strumento di gestione zoo-tecnica, per il web è diventato il simbolo di una “tristezza infinita”, scatenando una tempesta di commenti pietistici e accuse di maltrattamento. Nei primi giorni la tensione sul web è esplosa quando un video, visualizzato oltre un milione e mezzo di volte, ha mostrato Punch trascinato a terra da un esemplare adulto. La reazione della rete è stata unanime: “Punch è bullizzato“, “Lo zoo non lo protegge”, “Salvate la povera scimmietta”.

il Cucciolo di macaco trova conforto nel suo peluche
L’interazione del cucciolo di macaco con il suo pupazzo di pezza che sostituisce la madre (Screenshot video Instagram @ansiatotale – amoreaquattrozampe.it)

La risposta dei responsabili dello zoo di Ichikawa non si è fatta attendere. In un comunicato ufficiale, lo staff ha rigettato le accuse di negligenza, invitando i visitatori a sostituire la commiserazione con il rispetto per l’etologia della specie. “Sebbene Punch sia stato rimproverato molte volte da altre scimmie, nessuna ha mostrato una grave aggressività nei suoi confronti. Quelli che vedete sono comportamenti disciplinari necessari per la sua integrazione”. I macachi giapponesi vivono in società regolate da una gerarchia rigidissima. Gli individui dominanti esercitano costantemente azioni disciplinari sui subordinati per mantenere l’ordine e insegnare ai giovani i confini del comportamento accettabile.

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Per le scimmie del gruppo Punch è un giovane membro che deve imparare a comunicare correttamente. Intervenire per “proteggerlo” significherebbe condannarlo all’isolamento perpetuo, rendendolo incapace di vivere con i propri simili. Uno degli aspetti più interessanti della replica dello zoo riguarda il rifiuto di capitalizzare sulla fragilità percepita dell’animale per aumentare gli ingressi. I responsabili hanno chiarito che non modificheranno le cure o le modalità di inserimento di Punch solo per compiacere il pubblico o massimizzare i profitti.

Cucciolo di macaco con il suo peluche
Cucciolo di macaco trova conforto nel suo peluche dopo essere stato rifiutato dalla madre e dal branco (Screenshot video Instagram @ansiatotale – amoreaquattrozampe.it)

Dopo ogni interazione con gli adulti, Punch torna dal suo peluche per poi allontanarsene e tentare nuovamente un approccio con il gruppo. È questo il processo di apprendimento sociale: un’altalena tra frustrazione e integrazione. Se da un lato lo zoo di Ichikawa merita un plauso per la sua onestà intellettuale, la storia di Punch riapre un dibattito mai sopito sulla legittimità della cattività per specie dall’elevatissima intelligenza sociale. I macachi giapponesi sono animali complessi, capaci di relazioni che durano decenni. In un ambiente artificiale, per quanto curato, il rischio che si sviluppino stereotipie o problemi comportamentali rimane alto. Il rifiuto materno subito da Punch, sebbene avvenga anche in natura, viene spesso esacerbato dagli spazi ristretti o dallo stress della vita nello zoo.

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Non si tratta di una condanna ideologica alle strutture zoologiche, che spesso svolgono ruoli cruciali nella conservazione e nella ricerca, ma di una riflessione necessaria sul ruolo delle scimmie antropomorfe e dei grandi mammiferi nei parchi moderni. La dignità di un animale non risiede nella sua capacità di intenerirci, ma nella sua libertà di essere se stesso, anche dietro le sbarre di un giardino zoologico. (di Elisabetta Guglielmi)