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Maya non c’è più: addio alla Labrador che aiutò a salvare i dispersi del crollo della Torre Piloti

L’ultimo addio a Maya: la cagnolina di razza Labrador retriever che soccorse le vittime del crollo della Torre dei Piloti di Genova.

Operativa nei Vigili del Fuoco dal 2010 al 2015 al fianco di Fulvio Pittaluga, la Labrador nera è deceduta lasciando il ricordo di una professionalità indispensabile nei soccorsi ad alto impatto drammatico. Ci sono presenze il cui passaggio nel servizio pubblico non si misura con l’anzianità di ruolino, ma con l’impronta indelebile lasciata nei momenti di massimo strappo di una comunità. Maya apparteneva a questa categoria. Con il suo manto nero e un rigore operativo affinato in centinaia di ore di simulazione, questa Labrador Retriever ha rappresentato uno dei pilastri silenziosi del soccorso tecnico urgente a Genova e in Liguria. La sua scomparsa segna il congedo definitivo di un’operatrice a quattro zampe che visse in prima linea uno degli episodi più drammatici della storia marittima e cittadina recente.

Maya, la Labrador nera operativa nei Vigili del Fuoco dal 2010 al 2015, è deceduta (Screenshot Foto Facebook – Comando Provinciale Vigili del Fuoco – Genova  – amoreaquattrozampe.it)

Era la notte del 7 maggio 2013 quando la routine della zona portuale genovese venne spezzata da un impatto devastante. Alle ore 23:05, la porta-container Jolly Nero, durante una manovra di uscita dal bacino, urtò violentemente la struttura di controllo posizionata sul Molo Giano. Il crollo della Torre Piloti fu fulmineo, un collasso di metallo, cemento e vetro che si inghiottì nove vite umane e lasciò quattro feriti tra i detriti sommersi e la banchina. In quella voragine di ferro e buio, tra i primi a intervenire per delimitare l’area di ricerca e individuare ogni possibile presenza sotto le macerie, vi fu l’unità cinofila composta da Maya e dal suo conduttore, il vigile del fuoco Fulvio Pittaluga.

L’ultimo addio alla cagnolina Labrador: Maya ha aiutato nelle ricerche dei dispersi a Genova

L’addio all’animale è giunto attraverso i canali ufficiali dell’Istituzione a cui ha prestato servizio, con una nota essenziale ma carica di memoria pubblicata dalla sede provinciale dei soccorritori. Sulla pagina Facebook Comando Provinciale Vigili del Fuoco – Genova è stato infatti diffuso il seguente post: «Ci sono Vigili del Fuoco che hanno una permanenza in servizio di pochi anni. Questo è rimasto in servizio dal 2010 al 2015 per poi cessare il suo servizio. Ha lavorato nel crollo della Torre Piloti a Genova e in tante efficaci ricerche di superficie. Oggi Maya ci ha lasciato. Buon ponte Maya e un abbraccio al suo conduttore, Fulvio Pittaluga.»

La Labrador nera Maya operativa nei Vigili del Fuoco dal 2010 al 2015 al fianco di Fulvio Pittaluga (Screenshot Foto Facebook – Comando Provinciale Vigili del Fuoco – Genova  – amoreaquattrozampe.it)

Il quinquennio di operatività di Maya, compreso tra il 2010 e il 2015, riassume l’essenza stessa dell’impiego delle unità cinofile da ricerca in superficie e su maceria. Questi team interspecifici vengono impiegati in contesti in cui la tecnologia инструментаle mostra limiti fisici superabili soltanto dall’architettura olfattiva canina. Se nei contesti urbani tradizionali si procede talvolta per “traccia” fornendo all’animale un indumento recante l’impronta molecolare specifica dello scomparso, negli scenari catastrofici — crolli strutturali, esplosioni o eventi sismici — il lavoro dell’unità cinofila muta radicalmente, spostandosi sulla ricerca “a scovo”.

In quest’ultima modalità, il cane non insegue un singolo profilo biologico, ma analizza la massa d’aria soprastante il cumulo di macerie alla ricerca dell’effluvio umano generico emanato da chiunque si trovi intrappolato nei vuoti tecnici. L’apparato olfattivo del cane, capace di decodificare particelle molecolari sotterranee a metri di profondità, trasforma l’animale in un sensore biologico primario. Una capacità operativa analoga a quella mostrata da altre unità del Corpo in disastri successivi, come l’emergenza del Ponte Morandi nell’agosto 2018 o le esplosioni edilizie, dove l’accuratezza della segnalazione canina guida i micro-scavi manuali dei soccorritori risparmiando minuti decisivi.

La cagnolina dal manto nero Maya (Screenshot Foto Facebook – Comando Provinciale Vigili del Fuoco – Genova  – amoreaquattrozampe.it)

Dietro l’efficacia di interventi come quelli eseguiti da Maya sul Molo Giano vi è un impianto metodologico privo di coercizione. La preparazione dei cani da soccorso inizia nei primi mesi di vita all’interno di campi addestrativi dedicati, strutturati per replicare la complessità visiva, acustica e olfattiva di uno scenario sismico o alluvionale. Per l’animale, l’intera attività di ricerca viene strutturata sotto forma di ingaggio ludico: la segnalazione corretta, che si concretizza nell’abbaio continuativo una volta individuata la sorgente dell’odore, trova immediato riscontro nella gratificazione attraverso il gioco, il cibo e il rinforzo relazionale del conduttore.

È proprio questa intesa emotiva e tattica tra il soccorritore umano e il cane a determinare la tenuta dell’unità nei contesti di forte stress ambientale. L’addio a Maya richiama l’importanza strategica di un presidio metodologico che continua a garantire risposte immediate laddove la materia cede e la tempestività del rintracciamento fa la differenza tra la vita e la morte.

 

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

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