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Mondiali 2030: fermiamo la strage degli animali

Tre milioni di animali stanno perdendo la loro vita. Lo sapete perché? Per i mondiali del 2030. Questa è una strage senza fine. Li uccidono, li avvelenano, li stanno massacrando. Non si può fare una cosa del genere, perché questo è disumano. Vi prego.

Per “ripulire” le strade prima dei Mondiali, il Marocco ha avviato una campagna di abbattimenti di massa: fino a 3 milioni di cani randagi saranno uccisi con metodi brutali (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

La redazione di Amore a quattro zampe esprime il più profondo sdegno e una condanna senza appello per quanto sta accadendo in Marocco. Dietro i riflettori di uno degli eventi sportivi più attesi del pianeta, la Coppa del Mondo FIFA 2030, si sta consumando un orrore che non può essere ignorato. Non si tratta di “decoro urbano”, ma di un massacro sistematico che colpisce esseri senzienti, colpevoli solo di non avere una casa.

L’appello di Amore a quattro zampe

Mondiali di calcio 2030: la strage degli animali in Marocco

Secondo le denunce di diverse organizzazioni internazionali, tra cui l’OIPA e la PETA, il governo marocchino avrebbe avviato una campagna di abbattimento di massa senza precedenti. L’obiettivo? “Ripulire” le strade in vista del flusso turistico mondiale. Si parla di una cifra agghiacciante: fino a tre milioni di cani randagi destinati a una morte brutale attraverso avvelenamenti, sparatorie ed esecuzioni sommarie.

Nonostante le rassicurazioni ufficiali del governo di Rabat — che sostiene di aver avviato programmi di sterilizzazione e vaccinazione (il cosiddetto metodo TNR: Trap-Neuter-Release) — le testimonianze che giungono dal campo raccontano una realtà diametralmente opposta. Foto e video circolano in rete mostrando una violenza inaudita, spesso perpetrata alla luce del sole.

Stop alla strage di animali in Marocco per i mondiali di calcio che si terranno tra quattro anni (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

L’orrore non risparmia nemmeno la sensibilità dei più piccoli. La CNN ha raccolto la testimonianza di una studentessa locale, Amina (nome di fantasia per tutelarne l’incolumità), che descrive uno scenario post-apocalittico: “Mentre andavo a scuola, vedevo pozze di sangue per strada. Prima c’erano sparatorie occasionali; ora sono sistematiche. Uccidono i cani come se fosse uno sport, come quando si cacciano le anatre.”

Parole che dipingono un quadro di desensibilizzazione sociale spaventoso, dove la vita animale viene degradata a bersaglio da poligono, con ripercussioni psicologiche gravissime sulla popolazione civile che assiste impotente a tale barbarie. Di qui la mobilitazione internazionale. Il grido di aiuto non è rimasto inascoltato a livello globale. Anche la celebre etologa e antropologa Jane Goodall è scesa in campo, dichiarandosi “assolutamente sconvolta” dalle immagini del massacro.

Fino a 3 milioni di cani randagi saranno uccisi con metodi brutali come avvelenamento, sparatorie e incenerimenti in Marocco in vista dei mondiali di calcio (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

In una lettera indirizzata al Segretario Generale della FIFA, la Goodall ha richiamato l’organizzazione alle proprie responsabilità morali: restare in silenzio di fronte a questo orrore significa diventarne complici. Tuttavia, la risposta della FIFA è apparsa a molti fredda e burocratica. L’ente calcistico internazionale si è limitato a dichiarare che il Marocco, nel dossier di candidatura, ha sottolineato l’impegno verso la tutela animale. Una dichiarazione che stride violentemente con i report delle associazioni che documentano incenerimenti e avvelenamenti quotidiani.

Purtroppo, non è la prima volta che lo sport diventa il pretesto per una “pulizia etnica” canina. Lo abbiamo visto accadere in Russia nel 2018 e in Ucraina per gli Europei del 2012. Ogni volta, la promessa di un evento globale porta con sé la condanna a morte per le popolazioni di randagi locali.È inaccettabile che nel 2026, con la consapevolezza scientifica ed etica che abbiamo raggiunto, si permetta ancora che il divertimento di milioni di tifosi sia edificato sulla sofferenza di creature innocenti. Come redazione di Amore a Quattro Zampe, chiediamo con forza che la FIFA e le autorità internazionali intervengano immediatamente per fermare questa strage. Il calcio è vita, passione e inclusione; non può e non deve essere sinonimo di massacro.

(di Elisabetta Guglielmi)

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

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