Legata con una corda accanto a una cuccia, sola e dimenticata, non potevo voltarmi dall’altra parte. Per Dea oggi è arrivata la libertà.
Questa mattina a Monterotondo, un Comune poco distante da Roma, ho preso parte all’ennesimo intervento che dimostra quanto sia ancora lunga la strada da percorrere per garantire agli animali il rispetto che meritano.

A seguito di alcune segnalazioni ricevute dai cittadini, mi sono recato presso un complesso di edilizia residenziale pubblica, supportato da Giuseppe F. , una guardia zoofila, dove era stata segnalata la presenza di una cagnolina costretta a vivere in condizioni incompatibili con qualsiasi principio di civiltà e minimo rispetto che ogni umano dovrebbe avere nei confronti di qualsiasi essere vivente.
Dea non poteva restare lì: finalmente ora è libera e felice
Davanti ai miei occhi è comparsa Dea, una cagnolina legata con una piccola corda vicino alla propria cuccia. Le sue condizioni erano talmente inaccettabili che ho richiesto un intervento immediato della Polizia Locale, giunti in tempi record sul posto. In situazioni come queste non servono parole, servono fatti.
E i fatti dicono che un animale non può essere lasciato a vivere nella solitudine, nella privazione e nell’abbandono. Anche perché è doveroso ricordalo, tutto ciò costituisce reato.

Brillante l’intervento della Polizia Locale di Monterotondo per la tempestività e la professionalità dimostrate durante tutte le fasi dell’intervento. Quando le istituzioni decidono di agire con determinazione, la tutela degli animali diventa concreta e non soltanto uno slogan.
Gli Agenti intervenuti, assieme al loro Vice Comandante, rintracciata la proprietaria del cane hanno provveduto a deferirla all’Autorità Giudiziaria per maltrattamento di animali, reato previsto e punito dall’art. 544-ter del codice penale ed il cane è stato subito portato via.
Ho deciso di prendere immediatamente in carico Dea e di sottoporla ad accertamenti veterinari, sostenendo personalmente le spese necessarie durante la prima visita. L’aspetto bello di questa triste ed ennesima vicenda è che una famiglia ha già dato la propria disponibilità ad adottarla per sempre.
Dea quindi da oggi è salva. Ma quanti altri animali stanno vivendo nelle stesse condizioni dietro cancelli chiusi, muri di silenzio e indifferenza?
Per questo motivo rivolgo ancora una volta un appello ai cittadini: segnalate, documentate, denunciate. Non voltatevi dall’altra parte.
La differenza tra una vita salvata e una tragedia annunciata, molto spesso, dipende da una semplice telefonata.
24 marzo 2026
Enrico Rizzi