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Nota compagnia telefonica costretta ad un cambio spot (FOTO)

La compagnia telefonica è stata costretta ad un cambio spot perché l’animale co-star del protagonista, non era tenuto in condizioni adeguate

Spot pubblicitario (Screen video Youtube)
Spot pubblicitario (Screen video Youtube)

Parliamo spesso, soprattutto nel periodo estivo, di maltrattamento e abbandono di animali. Usiamo parole forti essendo decisi sulla nostra posizione di lottare contro chiunque non si prenda cura e osi abusare dei nostri amici a quattro zampe.

Ma capita, che ci dimentichiamo che non solo cani, gatti o i più “comuni” animali hanno bisogno di noi e di accortezze per vivere la loro vita in serenità. Ad esempio, a quanti di noi sarà capitato di vincere nelle feste di paese o di acquistare un adorabile pesciolino rosso? E quanti di noi lo hanno confinato in una ampolla di vetro? Ci siamo presi cura di lui dandogli il cibo e di tanto in tanto, passando davanti alla sua bolla, gli abbiamo raccontato la nostra giornata.

Per noi era tutto nella norma, non lo abbiamo certo fatto apposta, ma quella boccia, non era la sua casa, ma la sua prigione. Questo purtroppo è conseguenza di disinformazione e di luoghi comuni che prendiamo per buoni. Pesce rosso uguale boccia di vetro. No!
Errore fatto anche da una nota compagnia telefonica in uno dei suoi spot.

Un’ex Guardia Zoofila trentina, guardando in tv la pubblicità, ha pensato di intervenire per poter salvare la vita al pesciolino rosso, star sul piccolo schermo.

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Compagnia telefonica deve cambiare spot pubblicitario

Pesciolino rosso (Screen video Youtube)
Pesciolino rosso (Screen video Youtube)

“L’animale stava soffrendo. Su questi temi manca educazione” queste le parole dell’ex Guardia Zoofila, C.d.I., per descrivere i fatti. La sua opinione è ben chiara, non perché sono animali l’essere umano può prendersi la libertà di rendere meno sofferente una situazione disastrosa e potenzialmente pericolosa.

Nello spot, il pesciolino all’interno di una boccia di vetro, dialoga con il protagonista della pubblicità. Da subito le associazioni animaliste si sono fatte sentire, ed ora il piccolo animale ha un acquario tutto suo! Adirata anche l’Associazione Italiana Difesa Animale e Ambiente, l’Aidaa, che ha dichiarato come i pesci rossi siano animali sociali, non amano la vita in solitudine, ma le lunghe nuotate e girovagare nel loro ambiente curiosando ogni angolo. Perciò una boccia molto piccola e spoglia non è il luogo adatto per farli vivere.

Quindi quando l’ex Guardia Zoofila ha fatto al sua chiamata direttamente alla compagnia telefonica, per dimostrare le proprie rimostranze, la situazione era già “peggiorata” e la compagnia ha capito che avrebbe dovuto cambiare le condizioni di vita dell’animale.

C. racconta di come abbia un’esperienza annuale e di come conosca il giusto modo di prendersi cura di ogni singola specie.
Lo spot lo ha indispettito e non poco. Per il pesciolino vivere in quella situazione, nell’ampolla, è davvero orribile, è piccola, non è presente ne ricambio di ossigeno ne di acqua, provocando nell’animale malattie che potrebbero portarlo alla morte.

Quindi preoccupato per la sorte della co-star della pubblicità, si è sentito in dovere di chiamare direttamente la compagnia telefonica per spiegare la situazione. “Non so se sia stata la
mia telefonata, probabilmente sono stati in molti a chiamare,
ma l’importante è che il pesce non debba più soffrire” esprime la gioia nel sapere l’animale al sicuro e in un ambiente più consono.

L’uomo spiega anche come si dovrebbero tenere i pesci rossi, ovvero in un acquari provvisti di ricambio e purificazione dell’acqua, ma in particolar modo provvedere alla compagnia di altri pesciolini. Il problema, secondo lui, è la disinformazione che a volte aleggia intorno ai nostri amici animali, dichiarando di come ci siano mancanze anche con gli animali domestici ad esempio i cani. Sono errori che non dovrebbero essere fatti ma che ormai sono entrati nelle abitudini dell’uomo.

Non possiamo sminuire le loro sofferenze solo perché sono animali. Anche loro sono esseri senzienti in grado di stare male tanto quanto noi se si ritrovano nelle condizioni sbagliate” infine ci tiene a precisare che “dobbiamo cercare di combattere questa disinformazione, educando le persone alla corretta cura dei propri animali”.

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F.D.M