L’arrivo di una serie televisiva sta giá facendo molto discutere tutti. Andiamo a vedere insieme di che cosa si tratta e come mai.
Molto spesso ci capita di vedere dei programmi che magari non sono il massimo, per svariati motivi. Noi oggi ti vogliamo far conoscere “cani da incubo”, una nuova serie pronta a sbarcare sul piccolo schermo.

Cosa sta succedendo? Che non tutti sono d’accordo. Andiamo a vedere insieme il motivo e che cosa dice il comunicato dei veterinari.
La nuova serie ” Cani da incubo” fa parlare la federazione dei veterinari
In occasione della messa in onda della trasmissione televisiva “Cani da Incubo”, condotta da Tommaso Castellano, la FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) ha diffuso un comunicato con l’obiettivo di chiarire alcuni aspetti fondamentali legati alla gestione dei problemi comportamentali del cane.

Il documento si rivolge ai medici veterinari, agli operatori del settore e a tutti i proprietari di animali, sottolineando l’importanza di affrontare questi temi con un approccio scientifico, responsabile e rispettoso del benessere animale.
Pur riconoscendo il ruolo divulgativo della televisione e dei mezzi di comunicazione nel sensibilizzare il pubblico su argomenti legati agli animali, FNOVI evidenzia come la rappresentazione di casi comportamentali particolarmente complessi debba essere coerente con le più recenti conoscenze scientifiche, con la normativa vigente e con le competenze delle figure professionali coinvolte.
Secondo la Federazione, comportamenti come aggressività, reattività, paura o altre manifestazioni riconducibili a condizioni di disagio non possono essere interpretati come situazioni facilmente risolvibili attraverso interventi rapidi o tecniche standardizzate.
Ogni cane rappresenta un caso a sé e necessita di una valutazione approfondita, che tenga conto di molteplici fattori. Tra questi rientrano gli aspetti clinici, comportamentali, genetici, ambientali, emotivi e relazionali. Solo un’analisi completa consente infatti di individuare le reali cause del problema e di impostare un percorso terapeutico o riabilitativo adeguato.
Per questo motivo, FNOVI ribadisce che la diagnosi e la gestione dei disturbi comportamentali sono competenze che appartengono alla medicina veterinaria e richiedono conoscenze specifiche, soprattutto quando si ha a che fare con cani che manifestano comportamenti aggressivi.
Il comunicato richiama inoltre quanto previsto dalla normativa italiana, che individua nel Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale la figura professionale di riferimento nei casi più delicati.
Questo professionista possiede le competenze necessarie per valutare il quadro clinico e comportamentale dell’animale, escludere eventuali cause patologiche alla base del comportamento e definire un piano di intervento personalizzato, sempre nel rispetto del benessere del cane e della sicurezza delle persone coinvolte.
La Federazione sottolinea quindi l’importanza di affidarsi a professionisti qualificati, evitando di considerare i problemi comportamentali come semplici questioni educative o risolvibili con tecniche universali. Uno dei punti più rilevanti evidenziati da FNOVI riguarda la rappresentazione di metodologie basate sulla coercizione, sulla punizione, sull’inibizione o sull’esposizione forzata del cane a situazioni fortemente stressanti.
Secondo la Federazione, la diffusione di queste pratiche attraverso programmi televisivi o contenuti mediatici può trasmettere messaggi fuorvianti al pubblico, inducendo alcuni proprietari a replicare comportamenti che potrebbero risultare dannosi sia per l’animale sia per le persone.
L’impiego di tecniche coercitive, infatti, può compromettere il benessere psicofisico del cane, aumentare lo stress e, in alcuni casi, peggiorare i comportamenti problematici invece di risolverli. Per questo motivo, FNOVI invita a promuovere metodi di gestione e riabilitazione fondati sulle evidenze scientifiche e sul rispetto delle esigenze etologiche dell’animale.

Attraverso questo comunicato, FNOVI intende aprire una riflessione sul modo in cui il comportamento animale viene raccontato al grande pubblico. L’obiettivo non è mettere in discussione il valore divulgativo della televisione, ma ribadire quanto sia importante che le informazioni diffuse siano corrette, aggiornate e coerenti con le conoscenze scientifiche attuali.
Una comunicazione responsabile può contribuire a migliorare la cultura cinofila, favorire il benessere degli animali e aiutare i proprietari a comprendere quando sia necessario rivolgersi a professionisti qualificati.
Il messaggio della Federazione è quindi chiaro: di fronte a un cane che manifesta problemi comportamentali, soprattutto se aggressivi o legati a situazioni di forte disagio, è fondamentale evitare semplificazioni e affidarsi a un percorso di valutazione e gestione basato su competenze veterinarie, evidenze scientifiche e rispetto del benessere animale.
Solo così è possibile tutelare contemporaneamente la salute del cane, la sicurezza delle persone e la qualità della relazione tra animale e proprietario.