Un cane di appena un anno, conosciuto e accudito dai volontari del territorio, è stato trovato senza vita dopo essere stato raggiunto da diversi colpi di fucile. È la tragica storia di Duke, un giovane meticcio che viveva libero a Monteforte Irpino, in provincia di Avellino.

La sua morte ha provocato dolore e indignazione tra i cittadini, le associazioni animaliste e le istituzioni locali. Un episodio particolarmente grave, anche perché nella stessa zona un altro cane era stato ucciso con modalità simili.
Duke, cane di appena un anno ucciso a fucilate a Monteforte Irpino: la comunità chiede giustizia
Duke aveva soltanto un anno e viveva sul territorio di Monteforte Irpino, dove era diventato una presenza familiare per molte persone. A prendersi cura di lui era soprattutto Paola De Nardo, una volontaria impegnata quotidianamente nell’assistenza agli animali liberi della zona.

Il giovane meticcio viveva in un’area frequentata anche da cacciatori e considerata a rischio di episodi di bracconaggio. Proprio qui, domenica scorsa, è stato ritrovato il suo corpo senza vita, colpito da diversi proiettili. La vicenda ha riportato alla memoria quanto accaduto lo scorso dicembre a Nathan, un altro cane ucciso a fucilate nella stessa area.
Due episodi che hanno alimentato la preoccupazione dei volontari e riacceso l’attenzione sulla sicurezza degli animali che vivono liberi sul territorio. La morte di Duke ha suscitato una forte reazione anche da parte dell’amministrazione comunale.
Il sindaco Fabio Sircio e l’assessora alla Tutela degli Animali, Francesca De Santis, hanno espresso pubblicamente il proprio dolore, manifestando solidarietà alla volontaria che seguiva il cane e a tutte le persone impegnate nella protezione degli animali.
Il primo cittadino ha ribadito l’importanza del rispetto della vita e della sensibilità verso gli animali, condannando fermamente ogni forma di violenza. L’amministrazione ha inoltre espresso fiducia nel lavoro delle autorità competenti, auspicando che vengano chiarite le circostanze della morte di Duke e individuati gli eventuali responsabili.
Anche l’Ente Nazionale Protezione Animali è intervenuto sulla vicenda, presentando una denuncia per la morte del giovane meticcio. La presidente nazionale Giusy D’Angelo ha definito inaccettabile quanto accaduto, sottolineando che Duke era un animale conosciuto, seguito e amato.
L’associazione chiede che venga fatta piena luce sull’episodio e che siano accertate tutte le responsabilità. Il principio ribadito dall’Enpa è fondamentale: ogni animale merita rispetto e protezione, indipendentemente dal fatto che viva all’interno di una famiglia oppure liberamente sul territorio.
La comunità di Monteforte Irpino ha deciso di mobilitarsi per chiedere giustizia. Le associazioni del territorio hanno annunciato una manifestazione per lunedì 19 ottobre, con l’obiettivo di ricordare Duke e richiamare l’attenzione sulla necessità di contrastare la violenza contro gli animali.
Tra le partecipazioni annunciate figurano il deputato Francesco Emilio Borrelli e Sara Spiniello, presidente della XII Commissione Tutela e Diritti degli Animali. L’iniziativa vuole rappresentare anche un segnale di vicinanza ai volontari che, spesso con risorse limitate, dedicano tempo ed energie alla protezione dei cani e degli altri animali in difficoltà.
La storia di Duke riporta l’attenzione sulla figura dei cani liberi accuditi, riconosciuta e disciplinata anche dalla normativa regionale della Campania. Si tratta di animali che, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, possono vivere sul territorio dopo essere stati sottoposti agli interventi sanitari necessari, compresa la sterilizzazione.
La loro presenza richiede un’attenta valutazione delle condizioni di sicurezza e della compatibilità con l’ambiente circostante. I volontari svolgono un ruolo prezioso, occupandosi dell’alimentazione, del monitoraggio e del benessere di questi animali, contribuendo a favorire una convivenza responsabile con la popolazione.
Tuttavia, episodi come quello di Duke dimostrano quanto sia importante rafforzare la prevenzione della violenza e la tutela degli animali. Duke aveva soltanto un anno. Una vita ancora tutta da vivere, interrotta in circostanze drammatiche.
La sua storia è diventata simbolo dell’impegno di chi ogni giorno si prende cura degli animali senza famiglia, offrendo loro attenzione, protezione e affetto. Adesso la speranza della comunità è che le autorità riescano a ricostruire quanto accaduto e ad accertare le responsabilità.
Perché la tutela degli animali non dovrebbe dipendere dal luogo in cui vivono o dalla presenza di un proprietario. Anche un cane libero come Duke merita rispetto, sicurezza e protezione. La sua morte lascia dolore, ma anche un messaggio importante: la violenza sugli animali non deve essere ignorata e ogni episodio merita attenzione e giustizia.