Stavano cercando di trasportarlo come un bagaglio qualunque: cranio di orso bruno in un pacco all’aeroporto di Malpensa.

Era appena arrivato ma per fortuna qualcuno ha fatto caso al contenuto di quello strano bagaglio e ha fatto una scoperta terrificante: un cranio di orso bruno è stato trovato in un pacco all’aeroporto di Malpensa. Probabilmente si trattava di un macabro trofeo di qualche torneo di caccia, che però non poteva di certo essere spedito in quel modo. Ecco cosa ha scoperto la Guardia di Finanza.
Cranio di orso bruno è stato trovato in un pacco all’aeroporto di Malpensa: scoperta shock
Tra i tanti oggetti strani che oggi giorno passano sul nastro bagagli di un aeroporto affollato come quello di Milano-Malpensa, di sicuro questo è uno dei più macabri che la sorveglianza addetta potesse scoprire. Si trattava di un cranio di un animale, un orso bruno per la precisione, arrivato dalla Bosnia come un ‘oggetto qualunque’.

Nei documenti CITES, richiesti per trasportare i resti di animali (pelli, trofei, carapaci, pelli etc.) era stata dichiarata solo la pelle dell’animale in questione ma non quel che rimaneva della sua testa. Tanto è vero che il cranio era stato maldestramente occultato tra gli imballaggi ed è stato facilmente scoperto dal nucleo operativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dal gruppo CITES di Malpensa.
Sebbene fosse stata apposta sulla documentazione la generica definizione di ‘torneo di caccia’, il cranio è stato sequestrato dagli addetti poiché risultato come non dichiarato.
Cranio di orso bruno è stato trovato in un pacco all’aeroporto di Malpensa: la ‘caccia al trofeo’
Purtroppo non si è trattato di un caso isolato quello che vede il cranio dell’animale ucciso spedito come trofeo di caccia, poiché pare che questa pratica sia molto accesa purtroppo. Infatti sono ancora tanti i cacciatori e amanti dell’attività venatoria che si recano all’estero, in particolare nel Paesi che si affacciano sui Balcani o nell’Europa Orientale, per praticare ciò che in molti considerano uno sport, un passatempo come un altro.

Le vittime di queste spedizioni sono spesso appunto orsi, lupi e cervi, i cui resti appunto vogliono essere riportati a casa: per fare ciò ci si avvale della documentazione CITES. Prima di essere spediti al cacciatore tuttavia le parti dell’animale abbattuto devono subire un processo di tassidermizzazione, che prepara la pelle e i resti a tenere l’aspetto naturale originario.
Probabilmente è proprio quello che è accaduto a questo pacco, che era stato spedito da una delle organizzazioni bosniache locali che spesso offrono questo ‘servizio’. Infatti purtroppo è molto viva l’attività di caccia, che attira puntualmente migliaia di turisti appassionati cacciatori, e che mantiene viva l’economia locale a danno della fauna.
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Per fortuna alcuni Paesi europei come il Belgio hanno iniziato a vietare l’importazione di questi trofei animali, proprio col fine di ‘scoraggiare’ l’attività di caccia in altri luoghi, mentre l’opinione pubblica spesso si mobilita e urla la richiesta di divieto assoluto della pratica venatoria.