Scene strazianti ancora impresse nella mente ma nessuna pena: ha preso il via il processo ai due imputati per il cane trascinato sull’asfalto.

Gennaio 2025: a Cassano Murge in Puglia, due uomini, proprietari del cane Rambo lo hanno trascinato sulla provinciale 145. L’eclatante caso di maltrattamento animali è stato preso a cuore dalla Lav che lo ha portato in tribunale, costituendosi parte civile al tribunale di Bari. E’ finalmente partito il processo per il cane trascinato sull’asfalto a carico dei due imputati; oggi la vita di Rambo è completamente cambiata e in meglio.
Processo per il cane trascinato sull’asfalto: i fatti risalenti al 2025
Probabilmente sono ancora impresse nella mente di tanti le immagini del cane Rambo, legato con un guinzaglio di fortuna all’auto su cui viaggiavano i proprietari. I due uomini senza scrupoli hanno pensato di ‘portarlo’ così sulla strada provinciale 145 a Cassano Murge il 7 gennaio dello scorso anno. Per fortuna i fatti non sono passati inosservati, e grazie alle immagini scattate in strada e inviate alla Lav, i due colpevoli sono finiti a processo.

Purtroppo i tempi della giustizia sono molto lunghi e solo da poco è iniziata la prima fase del processo che vede i due uomini accusati del reato di maltrattamento animali. I due infatti non solo avevano tenuto legato il cane al guinzaglio mentre procedevano a velocità sostenuta sulla provinciale ma lo hanno anche abbandonato sanguinante e sofferente sul ciglio della strada, così come raccontato nell’articolo del cane legato all’auto e trascinato per le strade: abitanti sotto shock.
Il povero Fido era stato trovato stanco e distrutto, steso a terra e con i cuscinetti delle zampe feriti, da cui fuoriusciva del sangue. Per fortuna dei soccorritori lo hanno visto, raccolto e lo hanno condotto al centro comunale di recupero canino di Cassano. Ed è proprio da qui che è partita la nuova vita di Rambo e le cose si sono messe male per i suoi due ex padroni, padre e figlio.
Processo per il cane trascinato sull’asfalto: una nuova vita
Quella che oggi possiamo raccontare è una storia completamente diversa per Rambo, come se avesse vissuto due vite in una: infatti da quando i suoi ‘angeli custodi’ lo hanno condotto al canile locale, sono partite le proposte di adozione. Dopo alcuni mesi labella notizia: c’era una famiglia adatta disposta a prendersi cura di lui.
Per i due accusati di maltrattamento invece le cose si sono complicate: non l’hanno fatta franca grazie alle immagini recuperate da alcuni passanti che avevano assistito alla scena. Tali scene sono state visionate dalla Procura del Tribunale di Bari e si è dunque aperto un processo a carico di padre e figlio, accusati di maltrattamento, tramite lo sportello Lav.
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Proprio la Lega Anti Vivisezione si è costituita parte civile e si è presentata in tribunale come parte civile, nella persona dell’avvocato Annarita d’Errico, mentre la difesa degli imputati avrebbe chiesto una applicazione della pena su accordo delle parti.